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Cosips: caos negli studi medici Regione Lazio ci ascolti

Roma – “Da quando e’ iniziata la campagna vaccinale contro Sars-Cov-2, la medicina di famiglia, malgrado l’importanza strategica ed il suo ruolo predominante come prima linea nella guerra contro il virus, ha dovuto rivestire il ruolo della cenerentola dell’intera organizzazione gia’ gravata dall’assistenza ai cronici e ai pazienti Covid positivi e nonostante le continue vessazioni ed attacchi mediatici che l’hanno vista protagonista in quest’ultimo anno, quale capro espiatorio di una disorganizzazione politica e delle totale mancanza di un piano pandemico e vaccinale efficace ed efficiente”. E’ quanto denunciato da Cosips, Coordinamento Sindacale Professionisti della Sanita’ in una lettera all’assessore della Regione Lazio Alessio D’Amato.

“Le problematiche- affermano- oggi piu’ rilevanti per i medici di medicina generale sono rappresentate dalla mancanza delle dosi dei vaccini e dalla difficolta’ di ottenere un numero minimo congruo (11) di vaccinandi per poter coprire ed ottenere conseguentemente l’autorizzazione alla somministrazione dell’agognata fiala e la consegna della stessa.”

“Inoltre per riuscire ad avere il consenso alla vaccinazione da parte degli assistiti, il tempo destinato alla ricerca di possibili vaccinandi in numero sufficiente, si somma al tempo gia’ impiegato per le pastoie burocratiche legate alla vaccinazione senza alcun supporto organizzativo fornito dalle asl o dal sistema sanitario come gia’ presente ed operante in altre realta’ assistenziali ospedaliere o territoriali e nei centri vaccinali allestiti, con conseguente inevitabile discapito del tempo da dedicare all’assistenza ordinaria dei pazienti anziani e cronici gia’ ampiamente ridotto dalla gestione epidemiologica dei positivi ed alla gestione delle segnalazioni burocratiche e delle certificazioni connesse”.

E’ inoltre “evidente l’errore strategico ed organizzativo di non aver considerato e aver permesso la contraddittoria concorrenza e contrapposizione tra la Medicina Generale e i Centri Vaccinali, ospedalieri o territoriali, aprendo la prenotazione tramite portale regionale progressivamente a tutte le fasce di eta’ inizialmente previste per i medici di medicina generale, senza considerare l’importante fatto che i medici di medicina generale non hanno accesso all’anagrafe vaccinale e pertanto non hanno la possibilita’ di vedere chi e’ stato gia’ vaccinato e chi e’ gia’ in prenotazione, contribuendo in tal modo ad incrementare l’imperante confusione e disorganizzazione”.

“Va da se- spiegano del Coordinamento- che questi siti istituzionali rappresentano per il cittadino una scelta piu’ gradita e piu’ sicura per il dispiego di strutture adeguate e ad hoc istituite, con abbondanza di personale e una struttura organizzativa sicuramente piu’ adeguata per un tale carico di lavoro senza dimenticare il fatto che in caso di diversa indicazione e’ possibile erogare facilmente Pfizer e Moderna, oltre ad Astra Zeneca, avendo a disposizione tutte le tipologie di vaccino e sicuramente in tempi piu’ rapidi rispetto alla farraginosa organizzazione di una data di vaccinazione presso uno studio medico.”

“La consapevolezza della categoria di essere sempre dalla parte dei propri assistiti, ha spinto i medici di medicina generale a rendersi immediatamente disponibili alla campagna vaccinale pur coscienti della necessita’ di conservare le seconde dosi e delle difficolta’ logistiche ed organizzative e di sicurezza da affrontare”.