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Costa: test Camping River più fallimentare della giunta Raggi

Roma – “Il caso del camping River a Roma e’ il test piu’ fallimentare e disumano della giunta Raggi che in tutti questi mesi non ha saputo elaborare un piano di superamento del campo attraverso azioni accompagnate dal punto di vista sociale ed economico ma di fatto lasciando sole famiglie anche con minori, non ricevendo l’Associazione Nazionale Rom e intervenendo solo con ruspe e con la rimozione dei moduli abitativi dove il 91% dei bambini e’ scolarizzato. Ora il sindaco annuncia un sedicente ‘piano di responsabilita” alludendo solo agli sgomberi e rimpatri che in realta’ hanno riguardato 14 persone. Delle altre 400 persone si e’ dimenticata e forse non sa che hanno il soggiorno, alcuni sono cittadini europei”. Lo dichiara l’europarlamentare del Pd, Silvia Costa.

“E’ incredibile- prosegue Costa- la lunga sequela di silenzi, omissioni e mancanza di capacita’ di governo di una situazione che poteva essere gestita diversamente come aveva chiesto in Consiglio comunale il consigliere Giulio Pelonzi e Marco Tolli della segreteria del Pd Roma. Come parlamentare europeo ho segnalato il problema a tutte le istituzioni interessate e ho sollevato il caso a Strasburgo. Dopo aver parlato con Prefettura, Questura e Protezione Civile del caso che si configura come violazione dei diritti umani fondamentali, ho denunciato su Avvenire e altre testate giornalistiche il fatto”.

“Sto mandando una lettera al prefetto di Roma, come da tempo annunciato, perche’ predisponga un piano. Come donna delle istituzioni e parlamentare sono indignata della sciatteria e la mancanza di dialogo con le persone piu’ fragili”.

“Cosi’ si scatenano le guerra fra poveri e non si governa- conclude l’europarlamentare- Il Comune non ha risposto all’ingiunzione della Protezione Civile di soccorrere persone abbandonate tra cui famiglie con minori. A questo punto mi auguro che la Prefettura di Roma, che e’ stata da tempo investita di questa drammatica questione, assuma un ruolo deciso per individuare una piano di intervento adeguato che non divida le famiglie, secondo le linee europee”.