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Cri Roma: no slogan, serve senso responsabilità su Cem

Roma – “Spiace doverlo dire ma dobbiamo sottolineare come occuparsi di disabilita’ non sia, nemmeno ai tempi dei social, equiparabile a scattarsi e pubblicare una foto a un sit-in. Siamo da sempre disponibili ad ogni forma di dialogo con i genitori delle persone disabili del CEM anche con quelli che non hanno partecipato oggi al sit-in organizzato da alcuni genitori a via Ramazzini e da tempo abbiamo un confronto aperto con la Regione con cui il CEM e’ accreditato per manifestare l’insufficienza strutturale dei fondi previsti per l’assistenza.

Ma, il nostro e’ un approccio serio e dunque non siamo disponibili a strumentalizzare questioni serie e serissime che meriterebbero un approccio diverso da quello dell’improvvisazione e dalle dichiarazioni prive di fondamento. Come ad esempio, va sottolineato il fatto che siamo stati sempre valutati positivamente da tutte le verifiche ispettive effettuate dalla Asl, che la Regione Lazio e la Asl Rm 3 hanno garantito delle unita’ operative in piu’ per tre mesi e che per anni abbiamo messo risorse aggiuntive per coprire carenze del budget regionale ma oggi non siamo piu’ in condizioni di sostenerlo.

E questi sono fatti. Siamo altresi’ convinti che le forme di disabilita’ gravi e gravissime che assistiamo meriterebbero un maggiore sostegno che possa garantire un’assistenza individuale. Se questo pero’ non e’ possibile allora forse il CEM non e’ il luogo adatto per loro ma va adeguato ad ospitare persone che abbiano forme di disabilita’ commisurate al tipo di assistenza garantita. Sono questioni da affrontare con il dovuto senso di responsabilita’ e senza slogan”. Lo scrive in una nota Debora Diodati, presidente Croce Rossa di Roma.