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Crisi settore edile. Marroni (Pd): “Immobilismo colpa di Alemanno”. Smeriglio: “Siamo preoccupati”

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Politiche attive del lavoro per far ripartire l’occupazione e superare la crisi economica. È questa l’indicazione emersa oggi, a Roma, dalla conferenza europea ‘Strategie di uscita dalla crisi e sistemi di governance: Quali sfide per le politiche del lavoro?’, organizzata da Italia Lavoro, agenzia tecnica del ministero del Lavoro. «Siamo consapevoli -ha spiegato Xavier Prats Monnè, direttore Strategia di Lisbona e Affari internazionali della direzione generale Occupazione, affari sociali e pari opportunità della Commissione europea- della situazione difficile e diversa di paese in Paese dell’Europa, ma per guardare a futuro è importante concentrarsi sulle riforme, e per questo motivo cercheremo di elaborare delle raccomandazioni specifiche per ciascun Paese». Tra i problemi più importanti da affrontare nel 2011, secondo Monnè, c’è di sicuro «la disoccupazione giovanile, che ha un tasso doppio rispetto al tasso generale: noi al riguardo proporremo ai Paesi membri un salario d’ingresso differenziato e degli interventi di formazione». Altro tema al centro dell’agenda europea, ha ricordato Monnè, la flessibilità: «È fondamentale intervenire su questo tema, ma anche su quello della conciliazione tra i tempi di vita e di lavoro». A sottolineare l’importanza del ruolo delle parti sociali nella ‘tenutà dei Paesi europei sotto le spallate della crisi è stato Jorgen Ronnest, presidente della commissione Affari sociali dell’Unione delle confederazioni degli industriali e dei datori di lavoro dell’Europa: «Le parti sociali -ha sottolineato- devono continuare a svolgere il ruolo portato avanti in questo periodo. La crescita è l’elemento fondamentale se vogliamo superare il problema della disoccupazione». Fondamentale per uscire dalla crisi in tutta Europa, secondo Andrea Benassi, segretario generale dell’Associazione dell’artigianato e delle piccole e medie imprese (Ueapme), intervenuto alla conferenza, è valorizzare il ruolo della piccola impresa che rappresenta «i due terzi degli occupati nel settore privato». E per sostenere le piccole aziende, secondo Benassi, è fondamentale «puntare sul ‘verò accesso al credito e sula formazione». Benassi ha ricordato, infine, che «è vero che la piccola impresa è meno produttiva, ma è anche vero che è quella che ha perso meno occupazione durante la crisi».

«Da due anni e mezzo la Giunta Alemanno sta costringendo Roma all’immobilismo in tutti i settori strategici per la città. L’allarme lanciato oggi dalle associazioni imprenditoriali delinea uno scenario fatto di blocco degli investimenti e di ritardi nei pagamenti che sta causando la chiusura di molte imprese e la fuoriuscita dal lavoro di migliaia di persone, andando ad aggravare una situazione già critica per la crisi economica che dal 2008 sta colpendo il paese e la capitale» ha affermato in una nota Umberto Marroni, capogruppo Pd, che aggiunge: «Oggi è quindi necessario rimettere in moto il sistema delle opere pubbliche procedendo alla sblocco immediato dei fondi per Roma Capitale e puntando su una politica di coordinamento dei finanziamenti tra Regione, Provincia e Comune»

«Abbiamo condiviso le ragioni della manifestazione delle associazioni che hanno sfilato in maniera unitaria lo scorso 1 dicembre, e come loro siamo molto preoccupati per la crisi in corso e in particolare per la drammatica realtà che sta vivendo il settore edile nella nostra regione». Lo comunica in una nota l’assessore provinciale al lavoro e formazione Massimiliano Smeriglio. «Un settore, quello edile – agguinge l’assessore – che rappresenta da sempre una risorsa strategica per tutto il territorio, e che in questo momento può fare da volano per la ripresa dello sviluppo, anche per tematiche quali il riuso, la bioedilizia, le trasformazioni a scopo abitativo di strutture nate con altri obiettivi». «Come Provincia di Roma – conclude Smeriglio – siamo assolutamente convinti della necessità di raccordare tutte le forze in campo e siamo a disposizione, a partire dalle nostre deleghe di formazione e lavoro, e al fondo di rotazione ideato dall’assessore Rosati per le imprese, a investire per attivare un tavolo fra istituzioni, associazioni datoriali e sindacati».

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