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Cristina Leo, storia di politica e solidarietà foto

Cristina Leo è la prima assessora transgender di un Municipio di Roma. In particolare del Settimo Municipio, una realtà che comprende un territorio estremamente vasto e differenziato che va dalla zona centrale di Roma (quartiere Appio San Giovanni) sin quasi a Frascati. E’ un quartiere che, come molte altre realtà cittadine, ha risentito degli effetti di impoverimento della crisi pandemica che hanno colpito segmenti del mondo del lavoro particolarmente esposti anche in virtù del costante aumento di occupazione precaria o addirittura irregolare. Cristina è esponente di una componente di minoranza della società romana, sovente vittima di episodi di discriminazione ed esclusione sociale, economica, lavorativa. Tuttavia, rappresenta anche un esempio di come si combatte la marginalità sul territorio con azioni concrete, di effettiva vicinanza, anche umana, ai cittadini in difficoltà. La lotta alla marginalità, nel senso più ampio del termine, è stata la cifra della sua azione politica come Assessora alle Politiche Sociali del Settimo Municipio. Fa parte di una lista, Revoluzione Civica, costituita da Monica Lozzi, Presidentessa dello stesso Municipio, che ha lasciato il M5S nel luglio del 2020 e ora prova a costruire una dimensione diversa per la politica locale. Abbiamo intervistato Cristina perché ci è sembrato che la sua esperienza politica potesse e dovesse essere raccontata, anche alla luce del fatto che le tempistiche così contratte di questa campagna elettorale rischiano di schiacciare alcune realtà che, a nostro giudizio, meritano più visibilità. Cristina è attualmente candidata al Consiglio Comunale per le elezioni di Roma Capitale 2021 con la lista Revoluzione Civica di Monica Lozzi.

 

Come giudichi il rapporto istituzionale fra Municipi e Comune di Roma nella tua esperienza di amministratrice pubblica? Ritieni che sarebbe utile spostare risorse e competenze dal Comune ai Municipi, in una prospettiva di riforma del Testo Unico sugli Enti Locali, secondo il principio di sussidiarietà ed anche alla luce della dimensione territoriale e sociale dei Municipi di Roma Capitale?

 

Il  Decentramento Amministrativo è il primo punto del nostro programma. Roma è composta da 15 Municipi, ovvero 15 medie città italiane che però mancano dell’autonomia sufficiente e necessaria per poter lavorare al meglio. Il decentramento amministrativo consentirebbe ai Municipi di avere più autonomia, più competenze ed un miglior utilizzo delle risorse economiche.

 

Vivere a diretto contatto con le fragilità presenti nel territorio (nuove e vecchie povertà, minoranze discriminate ecc.) è stata la cifra del tuo mandato. In questo “fare un passo avanti” verso le persone ti ispiri a qualche esperienza politica specifica (ad esempio quella del Sindaco Luigi Petroselli)?       

 

Quando qualcuno chiedeva a Petroselli perché avesse deciso di diventare Sindaco di Roma, lui rispondeva “l’amore per la città”.  Petroselli ha seguito il lavoro di Argan che aveva iniziato un importante percorso di riqualificazione delle periferie, dove 800 mila persone vivevano nelle baracche. Per me fare politica significa mettere l’interesse delle cittadine e dei cittadini al primo posto È un lavoro che si può compiere correttamente solo quando se ne ascoltano i bisogni e si lavora fianco a fianco con la cittadinanza nell’interesse della città, per il bene comune.

Senza empatia non si può governare.

 

L’area della povertà urbana è cresciuta durante il tuo mandato (anche per effetto della crisi sanitaria) nella tua percezione quotidiana?

 

La pandemia ha causato un impoverimento generale in alcuni settori, penso a quello della ristorazione e a quello turistico, che sono due settori molto importanti a Roma, con ricadute negative sulla vita di molte persone.

Come Servizio Sociale del Municipio VII stiamo supportando centinaia di famiglie che, in questo contesto, si sono ritrovate improvvisamente povere.

 

Ritieni che lo Stato e Roma Capitale abbiano supportato adeguatamente la tua attività di contrasto alla povertà urbana (ad esempio indirizzandoti verso strumenti di sostegno alimentare e non alimentare finanziati da fondi nazionali e comunitari)?

 

Roma Capitale ha supportato i Municipi principalmente con le risorse che sono state impiegate per i Buoni Spesa e per i pacchi alimentari.

Il problema è che l’emergenza economica non è ancora finita.

Il Municipio VII ha stanziato risorse proprie per arginare la situazione.

La collaborazione con Emergency e il nostro progetto municipale del “Settimo Solidale”, grazie ad alcune Associazioni del territorio e al Mercato di Cinecittà in Largo Giulio Capitolino, ci ha permesso di continuare a distribuire derrate alimentari ai nuclei fragili fino ad oggi.

 

Pensi che i politici oggi abbiano un’immagine negativa da un punto di vista umano? Che finiscano per essere percepiti come antipatici, distanti, poco interessati ai problemi quotidiani delle persone?

 

Credo che la politica nazionale sia molto spesso lontana dai veri bisogni delle cittadine e dei cittadini, e di chi vive nel nostro Paese.

Il dibattito si è spesso incancrenito su personalismi che per me sono l’antitesi della buona politica.

Troppe parole al vento e pochi fatti. Parte della responsabilità è del sistema dei media che dà troppa attenzione alla polemica politica e troppo poca alle azioni concrete.

 

Quale candidato sindaco ritieni sia favorito alle prossime elezioni?

È difficile prevederlo. Gli exit poll danno al ballottaggio Gualtieri e Michetti. Ma di exit poll errati ne abbiamo visti tanti negli ultimi anni.

Dal dibattito sulle Amministrative Romane, ad oggi, sono quasi assenti alcune realtà minori come la nostra lista Revoluzione Civica.

Eppure siamo già in fase di par condicio.

Credo che Monica Lozzi, la mia Candidata Sindaca sarebbe un’ottima Sindaca.

Mi piacerebbe che i media nazionali diano a lei le possibilità che stanno dando agli altri candidati più noti.

Generico settembre 2021