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CULTURA, BARCA: “DA BOLOGNA PARTE SFIDA PER AMMINISTRAZIONE ALLEATA CITTADINI”

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Flavia Barca

Flavia Barca

“Accolgo la sfida e ringrazio il sindaco di Bologna Virginio Merola per il dono ‘simbolico’ del primo regolamento comunale sull’amministrazione condivisa per la cura dei beni comuni urbani”. Lo dichiara l’Assessore alla Cultura di Roma Capitale Flavia Barca, intervenendo stamattina al convegno svoltosi a Bologna ‘Regole nuove in comune, per un’amministrazione condivisa’.

“L’esperienza di Bologna è importante – prosegue – perché lancia un metodo di lavoro che, sono convinta darà importanti frutti anche a Roma e spero contagi in maniera costruttiva molti altri  Comuni italiani. E’ mia intenzione, infatti, contribuire alla sperimentazione di questo modello nella mia città con riguardo agli spazi e ai beni culturali. Vorrei che, come si è fatto a Bologna prima di arrivare alla stesura di regole nuove, che per forza di cose dovranno essere parzialmente diverse, sia per la natura dei beni, sia per la peculiarità del contesto romano, si sperimentasse dal basso questo modello aprendo tre laboratori in tre municipi diversi o su tre ambiti diversi.

Ci sono infatti tanti spazi abbandonati sparsi per la città. Questi potrebbero essere oggetto di riappropriazione da parte della comunità degli artisti e degli operatori, come dei cittadini che vogliono coltivare le proprie passioni e i propri talenti. Costruendo una alleanza tra comunità  e amministrazione è possibile restituire questi spazi a finalità di interesse generale e per attività di fruizione collettiva facendone un volano per la creazione di un ecosistema culturale che può diventare la base di ripartenza per uscire dalla crisi.

Il secondo esempio – aggiunge – potrebbe essere quello delle ville e dei parchi storici. Abbiamo una fittissima rete di ville e parchi storici che a Roma costituiscono lo strumento principale per fare in modo che i cittadini soddisfino appieno la sete di vita all’aria aperta. Su questo sto lavorando con la mia collega, l’Assessore all’Ambiente Estella Marino. Insieme vorremmo fare in modo che le ville storiche diventino il campo di sperimentazione di un nuovo modello di gestione condivisa, innovativa, sostenibile ed economicamente in equilibrio come avviene in tante altre grandi metropoli. L’esempio al quale vogliamo ispirarci è quello di Central Park, un motore inesauribile di benessere urbano. E gli spazi dentro le ville potrebbero diventare anche incubatori di nuova creatività e nuova imprenditorialità culturale. Non solo, ma i beni presenti all’interno delle ville potrebbero essere oggetto di schemi di finanza di progetto, attraverso i quali consentire a imprenditori privati di gestire ed erogare servizi alla collettività destinando parte dei proventi derivanti dai rapporti con i privati al finanziamento delle misure necessarie alla salvaguardia e al miglioramento della qualità del sistema delle ville e dei parchi storici.

Il terzo esempio potrebbe essere la cura delle aree archeologiche. In questo caso costruiamo su buone prassi già esistenti e su una capacità di gestione di questi processi di condivisione amministrativa che la Sovrintendenza Capitolina e Zètema hanno messo in campo già da diversi anni. Si tratta di  mettere a sistema e fare di questa sinergia un modello stabile di governo e gestione delle aree archeologiche. Naturalmente si tratta di una alleanza e di un partenariato che si fonda su una ben definita ripartizione dei compiti. Il “pubblico” non si deve ritrarre e il “civico” deve aggiungere, integrare, aggregare energie, risorse, idee, servizi che altrimenti non verrebbero offerti. Voglio ringraziare dunque  il Comune di Bologna, la Fondazione del Monte (una fondazione di origine bancaria) e Labsus (una associazione culturale non profit) per aver concepito e condotto a termine un esperimento e un progetto così importante per le città italiane e per il Paese tutto. E’ il segnale che – conclude – quando istituzioni e società civile collaborano e fanno squadra/sistema/rete, l’innovazione e la modernizzazione del Paese diventa un’impresa possibile e divertente da realizzare”.

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