Da ‘stazioni posta’ a centri anti violenza: Roma ha nuovo piano

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Roma – Le ‘stazioni di posta’, luoghi aperti a chi ha bisogno di accoglienza notturna, un pasto, un presidio socio-sanitario e un supporto anche per l’orientamento al lavoro. I centri anti violenza in ogni Municipio, al fine di prevenire e contrastare gli abusi maschili contro le donne, anche di minore eta’.

Ed ancora: le integrazioni finanziarie da parte del Comune di Roma al reddito di cittadinanza nazionale e 40 assunzioni l’anno per rafforzare la squadra degli assistenti sociali comunali.

Queste alcune delle novita’ del nuovo piano sociale comunale approvato questo pomeriggio dall’Assemblea Capitolina dopo quattro sedute dedicate alal sua discussione.

La delibera che contiene il piano, elaborato dall’assessora Veronica Mammi’, si basa su un nuovo principio: la creazione di nuovi livelli essenziali delle prestazioni (LEPS) e dei servizi che il Comune di Roma si impegna a garantire sul territorio di competenza integrando gli indirizzi nazionali e regionali. In questo modo, secondo le intenzioni del Campidoglio, si realizza un sistema di tutela dei diritti standard che possa andare di pari passo con lo stanziamento di adeguate risorse finanziarie.

Il piano cerca di non creare troppe categorie ma di fatto tratta diversi settori, dalla situazione dei rom, al disagio sociale, fino alla disabilita’ e alle questioni relative agli anziani o al diritto all’abitare, tanto per citarne alcuni. Cinque le aree entro cui ricondurre i livelli essenziali dei servizi: salute, poverta’, esclusione sociale, servizi per minori e famiglie, azioni di sistema. La pianificazione finanziaria avverra’ su base triennale.

Tra i vari strumenti presi in considerazione dal piano trovano spazio l’estensione dei punti unici di accesso, il sostegno al reddito, il rafforzamento dell’edilizia residenziale pubblica per venire incontro a chi non ha una casa, il rafforzamento delle azioni contro le dipendenze, la realizzazione in ogni Municipio di un centro antiviolenza, il potenziamento dell’assistenza telefonica, l’avvio di una nuova tipologia di assistenza domiciliare per le disabilita’ gravissime.

Ed ancora: la realizzazione delle stazioni di posta contro l’esclusione sociale e i senza fissa dimora e un nuovo sistema di accoglienza. Il piano punta anche a ridefinire il regolamento delle case di cura e i servizi di assistenza domiciliare e semidomiciliare (centri diurni) per le persone anziane e con disabilita’.

Per anziani, disabili, malati gravi ed altre categorie i principi ispiratori del nuovo piano sono il potenziamento della domiciliarita’ dell’intervento di sostengo e la presa in carico con progetti individualizzati. Sono poi previste le assunzioni di 40 asssitenti sociali l’anno per cercare di avvicinarsi al rapporto di un operatore ogni 5.000 abitanti presenti nel distretto socio sanitario a fronte dell’attuale rapporto di 1 ogni 7.668.

Sul fronte della casa il piano si prefige l’obiettivo ambizioso di inserire nuove abitazioni popolari per esaurure le gradatorie 2000 e 2012. Infine si punta a realizzare un nuovo sistema di accoglienza di II livello, anche e soprattutto per i migranti, in appartamenti fino a 24 mesi (dopo i primi 6 mesi negli Sprar in ambito di accoglienza emergenziale di I livello), usando anche quelli confiscati alla criminalita’ organizzata, e si conferma l’intenzione di superare i campi rom.

Secondo la sindaca Virginia Raggi, intervenuta prima del voto finale, “erano quasi 20 anni che Roma attendeva un piano sociale cittadino. Oggi ci siamo riusciti, un risultato importante ed atteso dal mondo del sociale e dai benficiari.”

“Il piano rimette al centro la persona con un nuovo sistema integrato di servizi sociali basato su livelli minimi e diritti inesigibili. Ovvero cose non cancellabili. Abbiamo ridefinito le risorse e la programmazione dei servizi, alcuni dei quali in capo al Comune ed altri affidati a terzi.”

“Il nuovo regolamento stabilisce un principio: quello del recupero dell’autonomia dei soggetti beneficiari con una rete di servizi non piu’ derogabili, per ribadire che nessuno rimanga indietro”.

Mammi’ ha aggiunto: “E’ vero, il piano e’ stato tarato sui bisogni di due anni fa, ma sempre meglio di un piano di 20 anni. Gli aggiornamenti sono previsti e si faranno.”

“Ma il piano risponde comunque ad una visione della realta’ adeguata ai nostri tempi e per la prima volta ci siamo assunti la responsabilita’ politica ed economcia di individuare i Leps, che daranno una risposta strutturale a bisogni costanti”.

Il regolamento e’ stato approvato a maggioranza (27 voti favorevoli, 16 astenuti e nessun contrario). Fdi, Lega e Pd si sono astenuti pur criticando l’impianto del piano.

Per il Pd, per bocca del consigliere Giovanni Zannola, intervenuto la seduta scorsa, “il piano nasce gia’ vecchio, superato. Non contiene alcun aggiornamento legato all’emergenza Covid. La Roma di oggi non e’ quella di due anni fa, quando e’ stato scritto questo piano. L’emergenza Covid ha stravolto il tessuto sociale cittadino e questo piano non lo prende in considerazione”.

Oggi, in fase di dichiarazione di voto, il capogruppo Dem Giulio Pelonzi ha aggiunto: “siamo rimasti sgomenti dell’atteggiamento della maggioranza teso ad arrivare all’approvazione del regolamento quasi a prescindere dalla bonta’ del regolamento stesso.”

“Abbiamo assistito ad un’accelerazione dovuta non alla necessita’ di dare il maggior aiuto possibile ai cittadini ma alla pubblicita’ dell’approvazione dell’atto stesso nell’imminenza della campagna elettorale. Cosi’ non si risolvono i problemi.”

“Il piano, infatti, e’ basato su analisi e dati del 2017 e ci sono voluti gli emendamenti delle opposizioni per pretendere almeno che i piani futuri possano essere rinnovati ogni anno e possano contenere i dati aggiornati”.

Per Fdi e’ intervenuto, invece, il consigliere Francesco Figliomeni: “siamo soddisfatti perche’ sono stati approvati i nostri documenti sull’accessibilita’ alle stazioni posta, sulla compartecipazione delle spese per alcuni tipi di disabilita’ e per l’aggiornamento dei dati al 2020.”

“Ma restiamo anche critici per alcuni provvedimenti non valutati nella giusta misura e che dovevano essere considerati. Per questo Fdi si astiene”.

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