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D’Amato: dopo 11 anni Lazio con bilancio in attivo

Roma – “Per la prima volta da quando il Lazio e’ in piano di rientro ci presentiamo al Tavolo tecnico con un risultato del consuntivo 2018 positivo. E’ un dato assolutamente straordinario che si accompagna al miglioramento del punteggio raggiunto nei Livelli essenziali di assistenza. Le parole del ministro Grillo sul San Camillo sono frutto di disinformazione. Proprio nel momento in cui le pronunciava presso l’azienda ospedaliera San Camillo veniva portato a termine uno straordinario intervento di doppio trapianto di fegato in contemporanea, unico in Italia che esporremo clinicamente nei prossimi giorni. A testimonianza dell’assoluta eccellenza e qualita’ dei professionisti del San Camillo che ogni giorno salvano la vita a centinaia di pazienti. Non servono capri espiatori bensi’ servirebbe l’adeguamento del Fondo sanitario nazionale per almeno 10 miliardi portandolo al livello degli altri principali Paesi europei, migliorare la programmazione delle scuole di specializzazione visto che le Regioni sono costrette a investire risorse proprie per completare l’offerta formativa che spetta allo Stato ed infine pagare meglio i medici. Senza queste azioni il rischio e’ quello di arrivare ad un collasso del Sistema sanitario”.

Lo afferma l’Assessore alla Sanita’ e l’Integrazione Sociosanitaria della Regione Lazio, Alessio D’Amato che nel pomeriggio e’ intervenuto sulle frequenze di Radio 1 alla trasmissione ‘In viva Voce’. Per quanto riguarda poi “i maggiori poteri invocati dal Ministro Grillo mi sembra in assoluta contraddizione rispetto al discorso che il Governo ha aperto sulle autonomie e che si intende fare nel nuovo Patto per la Salute”. Per quanto riguarda il Lazio “posso dire dati alla mano inconfutabili – conclude D’Amato – che negli ultimi anni e’ notevolmente migliorata la rete di emergenza-urgenza dimostrata dal raddoppio della sopravvivenza per coloro che sono colpiti da infarto e dal dimezzamento della mortalita’ per coloro che sono colpiti da ictus le due principali patologie della rete tempo-dipendente”.