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D’ANNIBALE (PD): “TRASPORTO FERROVIARIO INDEGNO. GIUNTA POLVERINI INTERVENGA”

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DICHIARAZIONE DEL CONSIGLIERE REGIONALE PD, TONINO D’ANNIBALE

D’ANNIBALE: “TRASPORTO FERROVIARIO INDEGNO. GIUNTA POLVERINI INTERVENGA”

“I pendolari le definiscono le ‘carrette’ dei binari. Sono i treni che percorrono ogni giorno i nostri territori. Vagoni lenti, stipati all’inverosimile e con una climatizzazione insufficiente o del tutto assente. Ho presentato un’interrogazione alla Polverini e all’assessore Lollobrigida perché questo calvario a cui vengono sottoposti i cittadini finisca al più presto. Non si contano più le corse soppresse, i ritardi e i disservizi su treni sui quali non viene neanche svolta un minimo di ordinaria manutenzione. Tutto questo accade sulla FR3, ma anche sulle altre linee regionali, sulla Roma-Nettuno che ha un bacino d’utenza di circa 40mila persone e che vede vagoni senz’acqua, maleodoranti, insufficienti e per lo più a un unico piano.  Il materiale rotabile obsoleto completa il quadro dettagliato e desolante di un servizio più consono al trasporto del bestiame che a quello dei passeggeri. Eppure il servizio si paga e anche parecchio. Compreso nel prezzo offre anche stazioni degradate e assenti di sorveglianza. Non si può continuare così. Chiedo alla Presidente della Regione e all’assessore competente di intervenire presso Trenitalia S.p.A. per chiedere il pagamento delle penali previste dal Contratto di servizio a fronte del mancato rispetto degli standard di qualità necessari a soddisfare i bisogni della collettività. Chiedo anche quali azioni intendano promuovere al fine di garantire il servizio sostitutivo ai pendolari. È intollerabile che Trenitalia, nella maggior parte dei casi, non fornisca all’utenza il servizio sostitutivo (come previsto dal contratto di servizio) e prevede semplicemente di far salire i viaggiatori sul treno successivo a quello soppresso determinando ritardi e situazioni di sovraffollamento ingestibili e rischiose. C’è bisogno di rivoluzionare l’intero sistema del trasporto su ferro. Così com’è rischia di collassare con conseguenze che, a settembre, con l’apertura delle scuole e con l’afflusso degli studenti sui vagoni, è facilmente immaginabile”.

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