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Delibera Tari approvata dall’Aula: costi aumentano ma prelievo scende

Roma – L’Assemblea capitolina ha approvato con 25 voti favorevoli, 12 contrari e nessun astenuto la proposta di delibera 188/2020, di iniziativa della Giunta, in merito alla determinazione delle misure della Tassa sui rifiuti (Tari) per l’anno 2020 nel territorio di Roma Capitale: il prelievo definitivo della Tari 2020 a carico dell’utenza sara’ pari a 756 milioni di euro, in diminuzione rispetto ai quasi 763 milioni di euro del 2019, grazie alle riduzioni consentite a livello locale e statale che hanno consentito di diminuire di 63 milioni di euro il costo del servizio scaturente dal Piano economico finanziario 2020, pari 819 milioni di euro.

In particolare, di questi 63 milioni di euro, 28,5 riguardano le entrate conseguite dall’amministrazione a seguito di attivita’ di recupero evasione nell’esercizio finanziario 2018 pari a oltre 16 milioni di euro, le sanzioni operate nei confronti di Ama pari a oltre 10,7 milioni di euro e il contributo del Miur per le istituzioni scolastiche statali, che per Roma ammonta a 1,5 milioni di euro come indicato nella proposta di delibera.

Le procedure sanzionatorie operate nei confronti di Ama, assicura il Campidoglio, opereranno come decurtazioni dalla tariffa e non verranno quindi riversate sull’utenza. A illustrare il provvedimento all’Aula e’ stato l’assessore al Bilancio e al Coordinamento strategico delle partecipate del Campidoglio, Gianni Lemmetti, nelle scorse sedute.

La delibera, ha spiegato Lemmetti, “tiene conto del Piano finanziario appena approvato, che alla luce della determinazione Arera determina il costo del servizio a 819 milioni e 562mila euro.”

Continua Lemmetti: “Si evidenza che ai fini del calcolo delle tariffe, dal totale dei costi devono essere sottratti il contributo Miur per 1 milione e 508mila euro, le entrate conseguite per il recupero dell’evasione 2018 per 16 milioni e 288mila euro e le entrate da sanzioni per Ama, determinate dal dipartimento Ambiente in 10 milioni e 756mila euro per gli anni 2017 e 2018.”

“Il totale delle riduzioni e’ dunque di 28 milioni e 553mila euro e il totale dei costi da coprire di 791 milioni e 8mila euro. La parte fissa della tariffa e’ di 319 milioni, mentre la parte variabile e’ di 471 milioni”.

Ai fini del calcolo per la parte variabile della tariffa delle utenze non domestiche per l’anno 2020, ha fatto sapere l’assessore, “Arera prevede criteri di riduzione in seguito al lockdown connessi alla durata del periodo di chiusura. Per effetto di tali riduzioni, pari a 35 milioni e 96mila euro, il prelievo definitivo 2020 a carico dell’utenza e’ di 755 milioni e 912mila euro, mentre quello del 2018 era di 786 milioni e 763mila euro. L’importo a carico dell’utenza e’ quindi piu’ basso rispetto all’annualita’ precedente”.

L’importo del servizio “viene ripartito tra utenze domestiche e non domestiche rispetto alla parte variabile, e viene stabilito in base alla numerosita’ dei soggetti e all’impatto sulla produzione dei rifiuti.”

“Per le utenze non domestiche sono state riconosciute, per le attivita’ sospese e poi riaperte al 5 maggio, riduzioni per la parte variabile per 1 milione e 616mila; per le utenze con le attivita’ ancora sospese alla data del 5 maggio 2020 e’ stata riconosciuta una riduzione del 25% della parte variabile, per 6 milioni e 527mila euro; per le utenze non riconducibili alle precedenti scadenze, ma che potrebbero risultare sospese a seguito di un codice Ateco compatibile, e’ stata prevista una riduzione della parte variabile per 26 milioni”.

Gli sgravi, pero’, non saranno automatici: “I contribuenti interessati devono presentare istanza per le riduzioni entro e non oltre 31 ottobre 2020. Per le utenze domestiche disagiate e’ stata prevista una riduzione del 20% della parte variabile, se non godano dell’esenzione totale, per una somma totale pari a 2 milioni e 350mila euro. In questo caso l’istanza deve essere presentata entro il 31 dicembre 2020”.

Secondo Lemmetti “il fatto di aver gestito i tre anni secondo le indicazioni dell’amministrazione consente di introdurre nella delibera delle tariffe, considerando che l’importo dell’indebitamento di Roma Capitale e’ diminuito, ferme restando le scadenze indicate negli avvisi bonari, una misura a favore di tutte le utenze: sia del milione e 200mila famiglie sia delle 130mila aziende che abbiano ricevuto detrimento con il Covid.”

“Si prevede infatti il pagamento degli avvisi bonari entro il 15 dicembre 2021 senza sanzioni o interessi a fronte di un’istanza da presentare entro il 31 dicembre 2020. Teniamo ferme le scadenze, ma ai fini degli avvisi bonari non saranno indicate sanzioni e interessi per chi paghera’ entro il 15 dicembre 2021”.

Infine, un commento sullo stato dei conti del Campidoglio: “Il bilancio ha ottenuto la salvaguardia, ridotto l’indebitamento nei tre anni e ci consente di sostenere dal lato della cassa tutti i costi del servizio. Non abbiamo difficolta’ a pagare i conti con la cassa, perche’ e’ sufficiente”.