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Di Berardino: definiamo diritti e nuovi impegni per telelavoratori

Roma, 7 giu. – Le competenze digitali acquisite, la necessità di modelli di lavoro flessibili, i nuovi contratti collettivi, una comunicazione più agile, un mutato equilibrio tra vita privata e lavorativa. Sono solo alcuni dei temi toccati durante la tavola rotonda ‘Il futuro del lavoro: dal territorio alle aziende, le soluzioni per uno smart working sostenibile’ promossa dalla Regione Lazio presso lo Spazio Rossellini di Roma.

“Nelle settimane scorse come Regione Lazio abbiamo sottoscritto con tutte le parti sociali un piano per le politiche attive- ha dichiarato Claudio Di Berardino, assessore al Lavoro della Regione Lazio- ci attendiamo nei prossimi giorni che a seguito della riorganizzazione che il Governo sta dando all’Anpal possa determinarsi anche un provvedimento di ordine nazionale”.

Solo come Regione Lazio “noi investiamo su 21 azioni per cui abbiamo messo in campo oltre 240 milioni di euro- ha continuato- alcuni di questi bandi stanno per uscire anche in questi giorni. Lo abbiamo fatto anche perché dobbiamo prepararci per gestire la fase di accompagnamento al lavoro o la transizione da lavoro a lavoro perché avremo un futuro in cui molte occupazioni saranno distrutte, ma molte altre nuove occupazioni saranno create e per questo in questi giorni stiamo perfezionando anche con le università, con la Camera di commercio e ovviamente con le parti sociali un patto per le nuove competenze, perché riteniamo che il tema della formazione sia di fatto fondamentale per guidare questo nuovo processo”.

Per quanto riguarda direttamente l’esperienza della Regione Lazio, “a un anno e mezzo di distanza dal massiccio ricorso al lavoro agile, la valutazione è sicuramente positiva- ha concluso- grazie anche al senso di responsabilità dei singoli dipendenti, che voglio ringraziare ufficialmente.”

“Questa modalità di lavoro ha contribuito a accelerare la transizione al digitale, a accrescere il processo di dematerializzazione di documenti e delle attività nonché a promuovere un differente modello organizzativo in cui il dipendente è parte più responsabile.”

“Unendo l’esperienza maturata all’interno dell’amministrazione regionale con le valutazioni che emergono in generale dal mondo del lavoro credo siano opportuni alcuni interventi per regolare ulteriormente il lavoro agile, chiamando a partecipare organizzazioni sindacali e datoriali e per definire diritti e nuovi impegni per dipendenti e datori”.