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Di Berardino(CGIL): “In un anno persi oltre 25mila posti di lavoro”

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Claudio Di Berardino

Claudio Di Berardino

Lavoro, disoccupazione e cassaintegrazione al centro dell’intervento del segretario di Cgil Roma e Lazio Claudio Di Berardino nella conferenza stampa di presentazione dello sciopero regionale indetto da Cgil, Cisl e Uil mercoledì 13 novembre.

“Tra giugno 2012 e giugno 2013 – ha detto Di Berardino – c’è stata una perdita di oltre 25mila posti di lavoro, con un tasso di disoccupazione complessivo al 12,4%, mentre il tasso di disoccupazione giovanile si attesta al 28%. Se guardiamo la lista dei disoccupati, circa la metà è composta da disoccupati di lunga durata”.

Per la cassa integrazione, prosegue il leader Cgil, “sono 42mila a Roma e Lazio i cassintegrati in regime di giornata intera. Complessivamente la procedura riguarda oltre 70mila persone, principalmente nei settori dell’industria, del commercio e dei servizi, con punte massime su Latina e Viterbo, ma Roma fa comunque la parte del leone. Mi soffermerei su due aspetti: a volte i dati non tornano con quello che ci dicono i delegati, perché si ritarda l’autorizzazione della cassa integrazione da parte della Regione. Inoltre circa l’80% cassintegrati non percepisce l’indennità da alcuni mesi, pertanto alla Regione chiediamo di anticipare, attraverso il ricorso al credito, la retribuzione.

Per la cassa integrazione in deroga, se non intervengono Regione e Comuni si rendono responsabili di un licenziamento di 36.000 persone a Roma e Lazio”. In totale, argomenta Di Berardino, “se mettiamo insieme disoccupati, cassintegrati, studenti non lavoratori, persone che non studiano e non lavorano, abbiamo oltre 800mila persone coinvolte”.

In una situazione del genere, conclude De Berardino “noi abbiamo aperto il confronto con la Regione su sviluppo e occupazione, ma non si possono usare solo fondi europei, ci vogliono risorse disponibili oggi, per affrontare emergenze come le 70 e più vertenze aperte nel territorio. Lo sciopero si fa dunque perché in assenza di un confronto con governo e istituzioni, le risorse si prendono solo da lavoratori e pensionati e la domanda interna non riprende. Si dovrebbe invece intervenire sui costi della politica, sui consigli di amministrazione, sulle operazioni finanziari. Con scelte diverse si danno risposte a lavoratori e pensionati, ridando futuro e prospettiva”.

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