Di Cola: stop licenziamenti appalto Und, domani parere Inps

Roma – “La trattativa si e’ sospesa e riaggiornata a domani perche’ Ama e il Comune hanno chiesto un parere all’Inps a sostegno della nostra tesi per cui l’articolo del decreto del Governo che sospende i licenziamenti si applica anche a questa tipologia, e quindi si possono attivare gli ammortizzatori sociali. Domani arrivera’ il parere della direzione generale dell’Inps, intanto i licenziamenti sono stati spostati in avanti”. Lo ha detto Natale Di Cola, della segreteria generale della Cgil di Roma e del Lazio, al termine dell’incontro in Campidoglio sulla vertenza dei lavoratori della Roma Multiservizi impiegati nell’appalto Und di Ama.

“Non vogliamo pero’ che nel frattempo ci siano solo la revoca dei licenziamenti e gli ammortizzatori sociali, con il servizio che non verra’ svolto e la gente che si impoverira’ ancora di piu’: domani quindi ci diranno anche come Ama provera’, tramite il Codice degli appalti, a chiedere ad altri soggetti di proseguire il servizio riassorbendo i lavoratori- ha aggiunto Di Cola- Inoltre c’e’ stato l’impegno del Comune di partire entro un mese anche con il piano assunzionale di Ama, con una clausola per riconoscere la valorizzazione del lavoro, e poi verra’ attivata la procedura Madia che permette per l’appalto Und la mobilita’ interaziendale tra Roma Multiservizi e Ama”.

Nel frattempo pero’, ha proseguito il sindacalista, “e’ tutto sospeso perche’ finche’ le aziende non avranno la certezza che la nostra interpretazione del decreto e’ quella giusta non vogliono recedere dalla loro posizione. A nostro giudizio e’ assurdo e incomprensibile che le aziende non vogliano accettare immediatamente le proposte di buonsenso che abbiamo avanzato: non basta bloccare i licenziamenti, Ama e il Comune devono fare la loro parte riorganizzando il servizio e dando certezze ai lavoratori”.

Domani, ha concluso Di Cola, “il tavolo fara’ una sintesi, ma la tensione resta altissima perche’ ancora nessuna lettera di licenziamento e’ revocata ma solo spostata in avanti. È assurdo comunque che per avere l’impegno di aziende e amministrazione a trovare una soluzione ci sia stato bisogno di una mobilitazione come quella oggi, che in periodo di coronaviurus mette a rischio anche la salute dei lavoratori”.