Quantcast

Discarica Albano, versati rifiuti non conformi

Più informazioni su

Roma – Nemmeno il tempo di riaprire, tra le proteste dei cittadini e del sindaco Massimiliano Borelli, e nella discarica di Albano già venivano sversati rifiuti che non potevano essere interrati.

Le analisi condotte dall’Arpa, l’agenzia della regione Lazio per la protezione dell’ambiente, il 3 agosto (cioé il giorno dopo la riapertura dell’impianto in seguito all’ordinanza della sindaca della Città Metropolitana di Roma, Virginia Raggi) su un campione di rifiuti provenienti dal tmb della Saf (provincia di Frosinone) e il 16 agosto su un’altra porzione di immondizia trattata inviata dal tmb di Ama hanno evidenziato il superamento dei valori previsti dalla legge per l’ammissibilità in discarica.

In particolare, per quanto riguarda il cosiddetto scarto di lavorazione del trattamento (identificato dal codice 191212 dell’elenco europeo dei rifiuti) conferito dalla Saf “si evidenzia la non conformità, in violazione dei limiti previsti, per la concentrazione di Zinco, rinvenuto in concentrazione di 9,6 mg/l, rispetto ad un valore limite previsto di 5 mg/l”, scrive Arpa.

Ma c’è di più. Perché i tecnici dell’Agenzia su quel tipo di rifiuto “oltre alla verifica dei criteri di ammissibilità sopra richiamati” hanno effettuato “una misurazione dell’Indice Respirometrico Dinamico Potenziale (IRDP), condotta in accordo con la specifica tecnica Uni/Ts 11184, che sebbene non previsto esplicitamente dalla norma per il rifiuto contraddistinto con codice EER 191212, è stato effettuato in ragione dell’obiettivo di verificare che l’impianto di provenienza del rifiuto abbia trattato adeguatamente il rifiuto di origine, ovvero abbia eseguito una adeguata separazione meccanica della frazione secca da quella umida”, scrivono ancora.

“Infatti, poiché il parametro che misura la stabilità biologica di una matrice, ovvero il grado di decomposizione della sostanza organica a più alta degradabilità, è l’IRDP, tramite detta determinazione è possibile verificare la presenza della componente biodegradabile in un campione di rifiuto”.

Un elevato valore dell’IRDP “specie se associato ad elevati valori di DOC e pH acido, indica che le attività di trattamento effettuate non sono state condotte adeguatamente, poiché una quota sostanziale della componente organica del rifiuto da destinare a stabilizzazione è sottratta a tale fase di trattamento, con conseguenti ripercussioni negative sull’ambiente e rischi per la salute umana derivanti dalle successive fasi di gestione di tale scarto.”

“Viceversa- sottolinea Arpa- un valore dell’IRDP prossimo a 1.000 (tenendo conto dell’incertezza connessa alla misura, della specificità del metodo e della eterogeneità del campione) indica che è stata effettuata una attività volta alla separazione della componente organica del rifiuto”.

Dalle analisi è emerso “un valore di DOC di 3.190 mg/L e un valore dell’IRDP pari a 4.400 mgO2/KgSVh che pur tenendo conto dell’incertezza misura, della eterogeneità del campione e specificità del metodo denotano una putrescibilità e biodegradabilità residua del rifiuto campionato”.

Insomma, in discarica sarebbe finito un rifiuto con un valore più di quattro volte superiore al limite e soprattutto ancora fortemente biodegradabile, quindi capace di rilasciare percolato (elemento inquinante) e biogas. Certamente, tutt’altro che inerte o innocuo. La questione è stata portata due giorni fa sul tavolo del Prefetto e sempre martedì i tecnici di Arpa si sono recati nell’impianto Saf per effettuare delle verifiche.”

“La questione si sarebbe risolta con il cambio del codice per quel tipo di rifiuto (non più scarto ma parte di rifiuti urbani e simili non compostata). Ora però, ai fini della tenuta della rete messa in atto per evitare l’esplosione dell’emergenza Roma, la sindaca Raggi dovrà integrare la sua ordinanza aggiungendo un codice che prima non c’era (il 190501).

Gli esami condotti dall’agenzia regionale hanno gettato un’ombra anche sui rifiuti in uscita dall’unico tmb di Ama, quello di Rocca Cencia, la cui gestione è stata affidata da oltre un anno al commissario nominato dalla Procura di Roma, Pier Luigi Palumbo (già amministratore giudiziario dei due tmb capitolini di Malagrotta).

“Nel campione di rifiuto codice EER 191212 prodotto dalla società Ama s.p.a., così come riportato nel RdP NRG 13611 evidenzia un valore di DOC di 2400 mg/L ed un valore dell’IRDP pari a 1.700 mgO2/KgSVh che, tenendo conto anche dell’incertezza misura, della eterogeneità del campione e specificità del metodo, risulta essere prossimo al valore di 1.000 mgO2/KgSVh”.

La porzione di rifiuti esaminata superava per oltre il 70% il valore limite, Arpa da una parte li ha ritenuti conformi ma dall’altra non è sembrata convinta fino in fondo, tanto che in chiusura di relazione ha scritto che “effettuerà ulteriori campionamenti del rifiuto in questione”. Intanto, dal 2 al 30 agosto, nella discarica di Albano sono finiti oltre 650 tonnellate di rifiuti inviati da Ama e Saf.

Più informazioni su