Economia Roma a politica: fate presto, burocrazia ci uccide

Roma – “Fate presto”. Il mondo dell’economia romana fa suo questo grido d’allarme per scongiurare il disastro del tessuto produttivo della Capitale e dell’intero territorio laziale, piegato dalle prolungate chiusure di imprese, esercizi commerciali, cantieri e aziende artigiane. La paura e’ quella di salvarsi dal Coronavirus ma di morire di burocrazia, indicata come nemico numero uno da tutte le associazioni e istituzioni che oggi hanno incontrato – virtualmente – i vertici del Pd e della politica regionale. Camera di commercio, Cna, Confesercenti, Acer, Coldiretti e Federconsumatori hanno portato le loro istanze al presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, al vicepresidente Andrea Leodori, al segretario regionale del Pd, Bruno Astorre, al presidente del Pd Lazio, Andrea Alemanni, e all’assessore alle Attivita’ produttive, Paolo Orneli.

“Il grido comune e’ stato quello di fare presto- ha spiegato all’agenzia Dire Nicolo’ Rebecchini, presidente Acer Ance Roma- e di accorciare la filiera della burocrazia. C’e’ una grande paura comune che e’ quella del problema sociale, delle persone che non riescono a mantenere gli impegni presi, dagli affitti ai mutui”. Da questo punto di vista, ha detto ancora Rebecchini, “la visione della parte politica e’ stata conforme, perche’ quando si sta in guerra si devono usare sistemi anticiclici e veloci che in altre occasioni non avremmo immaginato. Ma questo e’ il momento di prendere in mano situazione. Come Acer- ha aggiunto- abbiamo chiesto di fare altre riunioni con tematiche specifiche per i diversi settori, perche’ ognuno ha le sue specificita’. E poi abbiamo rinnovato l’invito a un forte sostegno alla famiglia, perche’ e’ vero che si stanno mettendo in campo degli strumenti, ma servono altri numeri”.

Una richiesta, quella di stringere i tempi, “arrivata da tutte le parti produttive. La politica sta facendo la sua parte- ha aggiunto Michelangelo Melchionno, presidente Cna Roma, intervistato dalla Dire- ma la burocrazia e’ esasperante. Dall’accesso al credito ai dispositivi di aiuto agli operai, come la cassa integrazione fino ai 600 euro per le Partite Iva, e’ tutto molto lento”.

Secondo la Cna “dobbiamo sconfiggere il Covid 19 sotto due aspetti: il primo e immediato e’ quello di non far morire le imprese per mancanza liquidita’ facendo arrivare loro gli aiuti con un taglio netto della burocrazia, e il secondo e’ pensare a una ripartenza e a come affrontare delle problematiche di alcuni settori come il turismo, la cultura, l’artigianato e il commercio di vicinato. E necessario tutelare il mercato interno e farlo ripartire con dei grossi aiuti”.

Perche’ se e’ vero che la parte politica ha messo in campo aiuti alle imprese, e’ vero anche che “sappiamo proprio attraverso le aziende che le banche sono chiuse o parzialmente chiuse e non danno risposte. I dispositivi per accedere ai finanziamenti non sono ancora arrivati, non ci sono indicazioni ed e’ tutto fermo. Alcuni passi verso la semplificazione la politica deve ancora farli”. Dopo la fase uno, quella che vede il sistema sanitario in prima linea per arginare i contagi, e prima della fase due, quella che attendera’ la riapertura delle attivita’, “c’e’ la fase ‘uno e mezzo’, che e’ quella che stiamo vivendo adesso”, ha spiegato il presidente della Camera di commercio di Roma, Lorenzo Tagliavanti.