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ECOPASS. Radicali: “Una vera e propria imposta”

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“La vicenda dell’ecopass a Roma è emblematica di un modo di procedere che ha del surreale”. Lo dichiara Alessandro Capriccioli, Capogruppo di +Europa Radicali nel Consiglio Regionale del Lazio, in un post su Facebook.

“In buona sostanza, si fa finta che la città sia dotata di un trasporto collettivo adeguato, tale da configurare l’utilizzo delle macchine o degli scooter privati come una mera scelta dei cittadini, e sulla base di quella finzione si introduce una misura che ricollega a quella scelta, in ragione del suo impatto ambientale, dei costi.

Ma sappiamo tutti fin troppo bene che nella capitale, a causa di un trasporto pubblico che nella sostanza non esiste (e quando esiste è pure pericoloso, come dimostrano gli incendi dei mezzi in corsa che proseguono con impressionante regolarità), usare l’automobile o lo scooter non rappresenta un’alternativa, ma l’unico modo possibile per muoversi da una parte all’altra della città con tempistiche minimamente prevedibili.

In queste condizioni l’ecopass si trasforma una vera e propria imposta, il cui pagamento si tradurrà nei fatti in un obbligo per tutti, tranne rarissime eccezioni.

L’amministrazione capitolina dovrebbe prima premurarsi di costruire un servizio di trasporto pubblico efficiente, liberalizzando il servizio come chiediamo con il referendum Mobilitiamo Roma dell’11 novembre, e solo dopo, preoccuparsi di tassare chi, potendolo usare, sceglie di non farlo.

Invertire i termini della questione è come tassare l’acqua minerale in un posto in cui manca l’acqua potabile: e significa, ancora una volta, ostinarsi a non voler fare i conti con la realtà”, conclude.

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