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Emergenza abitativa, Castiglione propone a Valeriani possibili soluzioni per Roma

L’assessora al Patrimonio e alle Politiche Abitative di Roma Capitale Rosalba Castiglione, in occasione dell’incontro della scorsa settimana con l’assessore alle Politiche abitative, Urbanistica, Ciclo dei Rifiuti e impianti di trattamento, smaltimento e recupero della Regione Lazio Massimiliano Valeriani, ha proposto le possibili soluzioni per affrontare l’emergenza abitativa a Roma, sulle quali si attende la risposta della Regione.

L’assessora capitolina ha rappresentato la necessità di procedere con l’abolizione dell’art. 50 comma 3 della Legge Regionale n. 27/2006, che consentirebbe di rendere immediatamente disponibili quasi 4000 immobili a favore dei nuclei familiari in graduatoria per l’Edilizia Residenziale Pubblica. Ad oggi, infatti, l’articolo 50 prevede che coloro che superano per due anni consecutivi il limite di reddito annuo per la decadenza dall’assegnazione degli alloggi popolari possano accettare, in luogo della risoluzione del contratto, l’applicazione di un canone concordato.

Così fatta, secondo l’assessora Castiglione, questa norma snatura il senso stesso dell’Edilizia Residenziale Pubblica, che è stata pensata per chi si trova nell’impossibilità economica di permettersi un alloggio sul libero mercato.

In un clima sereno si è parlato anche di come mettere in campo sinergie tra Comune e Regione per implementare possibili soluzioni all’emergenza abitativa, tra cui quelle che concernono i problemi legati all’applicazione delle delibere regionali per il trasferimento dei fondi ex Gescal destinati a Roma capitale.

Per sbloccare la situazione, nell’ottobre 2017 Roma Capitale ha provveduto ad inviare alla Regione uno schema di convenzione che potesse effettivamente sbloccare tali fondi, ma ad oggi non è ancora giunta da parte della Regione alcuna risposta.

L’assessora Castiglione ha sottolineato come la sottoscrizione della convenzione proposta da Roma Capitale darebbe finalmente respiro per l’acquisto di nuovi immobili e la manutenzione del patrimonio residenziale esistente, dando un importante impulso allo scorrimento delle graduatorie che ad oggi contano circa 11.600 nuclei familiari in attesa della casa popolare.