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Esodo nella nebbia, Conte confonde e non chiarisce

La conferenza stampa del Presidente del Consiglio dei Ministri è un raro esempio di svuotamento della politica da ogni tipo di contenuto: a prescindere dall’utilizzo del plurale maiestatis che adorna di un desueto tono di ridicolo un’oratoria fatta di impicci ed impacci, incespicamenti e correzioni tardive (“mispelling” direbbero i britannici), siamo di fronte ad una resa incondizionata ai dettami del nuovo “comitato di salute pubblica” (e non nel senso della salus rei publicae latina) incarnato dal “comitato tecnico scientifico” e composto da specialisti clinici, ma non certo da politici.
Si conferma la linea fallimentare di gestione della comunicazione istituzionale che ha caratterizzato questo Governo che la Storia ha improvvidamente posto alla guida del Paese in un frangente tanto drammatico: si sono lasciate trapelare voci, anticipazioni, ipotesi, teorie, ma, alla prova dei fatti, si può a buon diritto affermare come non esista alcuna “fase 2”. Siamo forse ad una rimodulazione della “fase 1”, a taluni allentamenti relativi alle filiere produttive, conditi delle solite promesse (per il turismo, per la ristorazione, per i piccoli esercizi), a prospettive futuribili (il “recovery fund” definito senza pudicizia “principio politico”) prive di contenuti finanziari concreti, a numeri INPS che confermano la scelta strategica sbagliata di non servirsi di Agenzia delle Entrate, ben più affidabile nell’erogare provvidenze massive (con il 730 dematerializzato).
Insomma, un papocchio.
Mezza parolina sulla scuola, nessun supporto per le famiglie con bambini piccoli, nessun dettaglio sulle modalità di presidio sanitario territoriale e sul sistema di contenimento dei nuovi focolai, non si parla della mitica app “Immuni” (un nome legato a una non quantificabile e non dimostrabile immunità che la malattia superata non è affatto detto che conferirebbe), nessuna speranza per il turismo (a parte un generico rinvio alle ferie al mare: e quando, se il Paese deve recuperare il crollo del PIL?), si tace sulla pubblica amministrazione che, benché ebbra dello smart working, non può tutta funzionare da casa, mezza parola su colf e badanti, il nulla sui trasporti pubblici locali, vero tallone d’achille di ogni strategia, come è stato ampiamente dimostrato dai vari studi sulle direttrici di diffusione del contagio.

Conte non ha detto praticamente nulla, gli italiani non ci hanno capito praticamente nulla.
Saremo ancora costretti a girare col pezzo di carta in tasca con le solite vaghezze interpretative che verranno riempite da qualche circolare del Viminale e con il consueto codazzo di scene deliranti da stato di polizia (sei droni e quattro auto delle forze dell’ordine per un tizio che corre sul litorale) e tanto carbone per alimentare i deliri paranoici delle nuove guardie della rivoluzione che occhieggiano con odio agli untori dai terrazzi e da dietro le tende.

Non una parola su RSA e case di riposo – ove si è consumata una strage dovuta soprattutto alla scarsità di quei DPI che il governo avrebbe dovuto avere in magazzino in Protezione Civile, non un’ammissione di responsabilità per come è stata gestita tutta la situazione dall’inizio: la classe politica che non decide, si autoassolve e fa spallucce, indicando gli augusti soloni del Comitato che, al momento, rappresenta, di fatto, l’unico organo decisionale della Repubblica – organo non costituzionale, né costituzionalmente rilevante.

No, Signor Presidente della Repubblica, non basta scendere le scale del Vittoriano con la mascherina in solitudine: quello è un segno di resa, non un segno di dignità.

Ci saremmo aspettati un piano dettagliato, ci saremmo aspettati che ci aveste detto “va bene, siamo stati presi in contropiede, ma adesso abbiamo predisposto delle squadre, per ogni territorio, che isoleranno i focolai, abbiamo attrezzato ospedali dedicati, non ci siamo dimenticati di chi non potrà riaprire subito, abbiamo definito un protocollo di cura identico per tutta Italia e via dicendo…”.

Non avete detto niente e continuate a non dire niente.

Lei infatti tace e Conte confonde gli italiani che cominciano a sentirsi davvero sprofondati in una notte senza mattino.

 

CB