Fatebenefratelli, ecco lo smartwatch che controlla il cuore foto

Roma – Niente piu’ scuse, timori o impegni, sabato e domenica sara’ possibile svolgere una visita lampo all’ospedale Fatebenefratelli dell’isola tiberina per individuare la presenza di aritmie cardiache.
Grazie all’iniziativa “Stop ictus, ascolta il ritmo del cuore!”, presentata questa mattina presso lo storico ospedale teverino, i cittadini over65 potranno effettuare gratuitamente uno screening del battito cardiaco, semplicemente infilando al polso uno smartwatch. Sara’ cosi’ possibile individuare la presenza di eventuali fibrillazioni atriali in corso, la piu’ comune aritmia cardiaca in grado di “comportare rischi importanti, come l’ictus celebrale o embolie periferiche”, come spiega Stefano Bianchi, direttore dell’unita’ di cardiologia dell’ospedale Fatebenefratelli.
L’alterazione del ritmo cardiaco dovuta alla fibrillazione atriale riguarda attualmente 850.000 persone solo in Italia, soprattutto adulti gravati dall’invecchiamento del cuore, ma “i casi stanno drammaticamente aumentando anche nei giovani”, sottolinea Pietro Rossi, medico UOC del dipartimento di aritmologia ed elettrostimolazione cardiaca del Fatebenefratelli.
La campagna di prevenzione attiva questo fine settimana “mette al centro il cittadino, incentivandolo oltre ad una maggiore cura di se’ stesso, anche ad un notevole risparmio economico, sia perche’ i costi di prevenzione sono solitamente minori per le amministrazioni sia perche’ l’esame in se’ rappresenta per lo stato un costo veramente banale”, spiega Stefano Michelini, direttore generale dell’ospedale Fatebenefratelli.
Come si svolgera’ l’esame? Prima di tutto sara’ necessario che gli over65 intenzionati a farlo si registrino al sito www.isolacuorediroma.it, presentandosi nelle giornate di sabato e domenica all’ospedale. L’esame durera’ solamente 30 secondi, il tempo impiegato dallo smartwatch e dall’applicazione dedicata per registrare il battito cardiaco. Il risultato non arrivera’ pero’ immediatamente, infatti “i dati verranno registrati in un apposito database e analizzati successivamente”, spiega Rossi, vista la grande affluenza che gli operatori si aspettano (gia’ 3.000 persone si sono registrate). Il referto potra’ essere ritirato direttamente presso l’ospedale o consultato online se richiesto.
Per poter svolgere lo screening bisognera’ firmare un apposito consenso all’utilizzo dei dati che, rassicura Claudio Franzoni, consulente e partner tecnologico del progetto, rimarranno al sicuro negli appositi database per tutelare la privacy.