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Fdi, De Priamo: Ncc, sentenza Tar destabilizza tpl di linea taxi

Roma – “In data 11/08/2021 il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio ha pronunciato la sentenza n. 09364/2021 sul ricorso numero registro generale 7605 del 2020, proposto da Transnational Limousines Prevozi D.O.O, contro Ministero delle Infrastrutture e Trasporti.”

“La sentenza prevede che in base alla libertà di stabilimento sancito dal diritto dell’Unione europea ex art. 49 ss. TFUE e dalla direttiva 2006/123//CE (detta direttiva Bolkestein), la società ricorrente esercente in Slovenia l’attività di noleggio con conducente, può esercitare in Italia nel caso a Roma, con vetture immatricolate al servizio di Noleggio con Conducente pur non avendo ricevuto da Roma Capitale il regolare titolo necessario in base alla legge 21 del 15 gennaio 1992 e successive modifiche, per effettuare tale trasporto di persone” – dichiarano Andrea De Priamo, capogruppo di Fratelli d’Italia in Assemblea Capitolina, e Maurizio Berruti, rappresentante della categoria NCC.

“La sentenza del TAR del Lazio potrebbe permettere a tutte le società europee che esercitano nella loro nazione il servizio di noleggio con conducente, di poter esercire stabilmente nel comprensorio di Roma Capitale l’attività di NCC con vetture immatricolate per il servizio di NCC dalla Motorizzazione Civile di Roma eliminando i principi del trasporto pubblico di interesse generale, che fra l’altro deve prevedere un giusto rapporto fra domanda ed offerta regolati dal titolo rilasciato da Roma Capitale. Questa sentenza deve essere assolutamente impugnata dal Ministero Infrastrutture e Trasporti soggetto dell’impugnativa”.

“Facciamo notare- proseguono De Priamo e Berruti- che, ai sensi del considerando 21 della direttiva 2006/123, i taxi e i noleggi con conducente sono esclusi dal campo di applicazione della direttiva e quindi rimane in essere la competenza delle singole nazioni sulla regolamentazione di tali attività”.

“Il TAR del Lazio ha omesso di considerare che eventuali società che vogliono aprire uno stabilimento in altro paese della UE possono farlo liberamente ma devono seguire le stesse condizioni previste dalle leggi, per i cittadini del paese in cui tale stabilimento viene insediato.”

“Inoltre vi sono state diverse sentenze, sia della Corte Costituzionale che della Corte Europea (senza citare altre sentenze di TAR italiani), che hanno evidenziato come i taxi e gli ncc non sono a libero mercato e sono costretti nei vincoli di un servizio pubblico”.

“La sentenza politica del TAR del Lazio, diviene assolutamente propedeutica per quelle multinazionali che attraverso la destabilizzazione del TPL non di linea Italiano, possono conquistare tutto lo spazio di mercato vanificando i principi e le garanzie di un servizio pubblico”.

“Come abbiamo avuto modo di dire in altre occasioni, noi di Fratelli D’Italia siamo assolutamente contrari alle multinazionali che supportati da miliardi dei vari fondi mondiali e delle grandi banche d’affari, cercano di condizionare ogni cosa dal politico ai tribunali, per piegare al loro volere il diritto di una nazione democratica che sul servizio pubblico ha basato la garanzia costituzionale della libera circolazione su tutto il territorio nazionale.”

“Questo atteggiamento di invasione e di sottomissione in favore dei più grandi a discapito delle piccole e medie imprese di trasporto lo combatteremo in ogni modo- concludono De Priamo e Berruti- per non vanificare le nostre leggi, per ribadire la sovranità della nostra costituzione e per tutelare i diritti dei cittadini italiani”.