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Federica Angeli: condanna Spada è lieto fine, non sono supereroe

Roma – Federica Angeli ai Lunatici di Rai Radio2: “la condanna degli Spada? Dopo anni di sofferenza e solitudine c’è stato un lieto fine, non è vero che vincono sempre i cattivi. C’è già un clan della camorra che sta lavorando per prendere il loro posto a Ostia. Ma ormai abbiamo gli anticorpi. In questi anni la tentazione di cedere c’è stata. Non sono un supereroe.”

Federica Angeli è intervenuta ai microfoni di Rai Radio2 nel corso del format “I Lunatici”, condotto da Roberto Arduini e Andrea Di Ciancio, in diretta dal lunedì al venerdì dalla mezzanotte e trenta alle sei.

La giornalista di Repubblica ha parlato delle ultime sentenze della Corte d’Assise sulla mafia a Ostia: “Giornalisticamente parlando è una cosa importante perché il giornalista deve saper anticipare i tempi e io l’ho fatto con un anticipo di sei anni. E’ un successo riconoscere un fenomeno per quello che è. E purtroppo soltanto con il bollo della magistratura l’opinione pubblica si persuade che una cosa viene fatta in quel modo. Le condanne sono arrivate, hanno stabilito che esiste la mafia romana, che quello mafioso non è un fenomeno che sta solo al sud. Ora troveremo gli anticorpi per battere questa mafia romana”.

Federica Angeli ha aggiunto: “Uno degli ergastoli, quello a Carmine, è stato inflitto all’uomo che fece il segno della croce a mio figlio. Io ero da poco finita sotto scorta, avevo assistito dal balcone di casa mia a un tentato duplice omicidio di cui Carmine Spada era protagonista. Il bambino passava per rientrare dentro casa, lui si sollevò gli occhiali e gli fece il segno della croce. Quando ieri gli hanno dato l’ergastolo e ho sentito che ha perso la potestà genitoriale…Penso che lo meriti. E’ arrivato ad indicare mio figlio come possibile bersaglio di morte…Non ha diritto di essere padre e di essere genitore. C’è stato un lieto fine. Ho dovuto aspettare sei anni, ma non è vero che vinco sempre i cattivi”.

Sulla testata di Roberto Spada a Davide Piervincenzi: “E’ stato un gesto dettato dallo sfinimento. E’ vero che la televisione ha un impatto più forte di quello che può avere un articolo di giornale, ma da quando sono state pubblicate le inchieste non abbiamo mai spento i riflettori. Siamo stati in trincea per cinque anni, questo li ha resi fragili. Quello è stato un gesto di esasperazione. Anche senza quella testata si sarebbe arrivati comunque a questa fine. Il clan Spada era intercettato nel 2015. Grazie ad un lavoro che andava avanti da tre anni hanno potuto contestare l’aggravante mafiosa a Roberto Spada”.

Su cosa accadrà ora ad Ostia: “Su Repubblica di oggi racconto come in questi mesi si sono mossi altri criminali per prendere il sopravvento in una piazza importante come quella di Ostia. C’è già chi vuole il posto degli Spada. Questa condanna ha sancito la loro fine, si sono molto indeboliti. Agli occhi della criminalità organizzata romana e meridionale hanno perso di credibilità. Affari con loro non se ne fanno più. C’è già pronto un clan molto forte della Camorra che sta lavorando sul territorio per costruire la propria rete. Ma ora abbiamo gli anticorpi”.

Per Federica Angeli sono stati anni duri: “C’è stata molta sofferenza e molta solitudine. La tentazione di cedere c’è stata, sono una persona normale, non un supereroe”.