Feti sepolti, Guerrini: colmato vuoto normativo a salvaguardia privacy

Roma – “Il rispetto della privacy delle donne che partoriscono prodotti abortivi va assolutamente preservato e tutelato. A tal proposito, come emerso stamane in occasione della seduta congiunta tra Ambiente e Pari Opportunita’, la Giunta Capitolina ha protocollato una apposita delibera che va a sopperire al vuoto normativo presente nell’articolo 70 del DPR n.285/1990 recante Regolamento di Polizia Mortuaria il quale, al comma 2, impone di applicare sul cippo una targhetta di materiale inalterabile con indicazione del nome e del cognome e della data di nascita e di morte del defunto, senza tuttavia nulla specificare circa le sepolture dei prodotti abortivi.”

“La delibera in oggetto, elaborata in collaborazione con Ama, amplia le prescrizioni contenute nell’articolo 4 del Regolamento comunale di Polizia Cimiteriale approvato nel 1979 e aggiornato nel 2004, statuendo l’istituzione di un’apposita sezione del registro cimiteriale contenente i dati relativi ai permessi di trasporto e seppellimento rilasciati dall’unita’ sanitaria locale, nel quale sono riportati i dati relativi alla genitrice collegati a un codice alfanumerico.”

“Tali dati saranno in ogni caso secretati dal momento che, anche quando la domanda di inumazione non sara’ presentata dai parenti e non verranno indicate le modalita’ con cui procedere, si apporra’ una targhetta di identificazione contenente soltanto il codice alfanumerico corrispondente al numero progressivo di registro cimiteriale in cui sono riportati i dati anagrafici della genitrice.”

“Tale modalita’ consentira’ di garantire la massima tutela possibile della privacy delle gestanti e, al contempo, di dare piena attuazione alle prescrizioni contenute nell’articolo 70 del Regolamento di Polizia Mortuaria.”

“Oltre a cio’, sara’ mia cura sottoporre al voto dell’Aula Giulio Cesare una mozione volta a impedire nell’immediato l’ulteriore apposizione dei nomi delle gestanti non consenzienti sulle sepolture dei prodotti abortiti e a disporre la rimozione di quelli gia’ apposti, oltre all’eliminazione dei simboli religiosi, non confacenti al carattere laico dello Stato italiano”. Cosi’ in un comunicato la presidente della Commissione per le Pari Opportunita’ di Roma Capitale Gemma Guerrini.