Fimmg: centralizzare controllo tamponi

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Roma – “I test sierologici sono senz’altro utili per chi ne ha bisogno, ma sono inutili se poi chi risulta positivo non lo comunica alle autorita’ competenti”. Cosi’ Pier Luigi Bartoletti, segretario provinciale della Fimmg Roma e vice presidente dell’Ordine dei Medici di Roma, interpellato sul tema dall’agenzia Dire.

“I test aiutano a tracciare l’infezione e non a verificare l’infettivita’ delle persone- prosegue Bartoletti- faccio un esempio: se nel pollaio trovi le galline morte e vuoi scoprire chi le ha uccise, la sierologia ti aiuta a trovare le tracce della volpe. Ma il problema e’ trovare la volpe e la volpe la trovi con il tampone”. Con la scoperta di un tampone positivo, aggiunge, si avvia “una macchina con un costo elevatissimo, che richiede un impegno organizzativo altrettanto elevato. Allora tutto questo ha ragione d’essere se il controllo sui tamponi viene centralizzato”.

Secondo Bartoletti, allora, se il tampone si rende accessibile a tutti “l’eventuale positivita’ necessita’ poi di una segnalazione al Sisp (Servizio igiene e sanita’ pubblica, ndr)”. Risultare positivi al tampone e’ “qualcosa di assolutamente nefasto per la persona, ma isolare quella persona- dice il segretario provinciale della Fimmg Roma- e’ positivo per la societa’. Va fatto quindi un ragionamento tra il bene privato e il bene comune: non poter fare un tampone dove e quando mi pare e’ sicuramente una perdita della liberta’ individuale, d’altra parte questa perdita di liberta’ va commisurata all’enorme ricaduta che potrebbe avere dal punto di vista pubblico una positivita’ non comunicata alle autorita’.”

“Bisogna scegliere tra il diritto pubblico e il diritto privato, insomma, e in questo momento prevale il diritto pubblico perche’ il rischio e’ elevatissimo. Immaginiamo cosa accadrebbe se tra una settimana dovessero di nuovo chiudere tutti i ristoranti, le spiagge, ecc. … È chiaro che il diritto del singolo, in questo momento, e’ subordinato al diritto pubblico. E personalmente la trovo una cosa positiva e rispettosa, anche perche’ ora che abbiamo riaperto tutto non possiamo permetterci scivolate”.

In questo momento, conclude infine Bartoletti, si sta “privilegiando il bene pubblico rispetto al diritto privato e dopo quello che abbiamo passato e’ anche giusto, la scelta non puo’ essere neutra. Il virus ha ancora altissime aree di rischio, quindi il diritto del singolo non e’ un diritto negato ma solo momentaneamente congelato, in attesa del controllo dell’epidemia. Un’altra decisione sarebbe da irresponsabili”.

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