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Fit Cisl: bene parole Patanè a dipendenti Roma Metropolitane

Roma – “Le parole di ringraziamento rivolte dal neo assessore capitolino alla Mobilità, Eugenio Patanè, ai lavoratori e alle lavoratrici di Roma Metropolitane in occasione di un incontro recente in azienda, e le volontà strategiche che sono state dimostrate ci lasciano ben sperare: riteniamo fondamentale la rapida uscita della società dalla liquidazione e l’elaborazione di un serio piano di rilancio dell’azienda accompagnato da una ‘cura del ferro’. Chiederemo tuttavia un incontro urgente con l’amministrazione perché, allo stato attuale, non si prevede capienza per il pagamento delle spettanze del prossimo gennaio”.

Così in un comunicato Danilo Lorenzi, della Fit-Cisl del Lazio, e di Vincenzo Ceravolo, Rsa della Fit-Cisl del Lazio per Roma Metropolitane, in cui si aggiunge che “il piano sulle metropolitane (per il completamento della Linea C, per il prolungamento della Linea A oltre Battistini e della Linea B da Rebibbia a Casal Monastero e per il recupero del progetto della Linea D) e sui tram (quello tra il Verano e la Stazione Tiburtina, il TVA, quello lungo la Palmiro Togliatti e la linea Termini- Giardinetti) possono rappresentare un’occasione di rilancio, investimenti, programmazione e organizzazione per l’azienda.”

“Auspichiamo quindi l’avvio di una nuova stagione di collaborazione che dia, con il rilancio di Roma Metropolitane, una nuova prospettiva alle lavoratrici e ai lavoratori, all’azienda e alla mobilità della città, consentendo alla Capitale di riprendersi il ruolo che merita, recuperando il divario creatosi con le altre capitali mondiali negli ultimi anni, riconoscendo al lavoro di Roma Metropolitane un ruolo centrale nell’elaborazione e nella realizzazione dei progetti di rilancio della città, a partire da quelli realizzabili con i fondi del Pnrr.”

“Purtroppo, sono ancora molte le criticità da superare: a tutt’oggi i lavoratori sono ancora in attesa del pagamento degli importi degli ammortizzatori sociali riferiti a luglio, agosto e settembre scorsi e, dopo questo primo intervento, peraltro rigettato dall’Inps, l’Istituto sta ancora valutando l’istruttoria su un secondo intervento richiesto, con le intuibili pesantissime ricadute economiche sui lavoratori e sulle loro famiglie; malgrado tutto ciò il senso di responsabilità e la professionalità dai lavoratori ha comunque prevalso, garantendo la continuità del servizio ottenendo risultati importanti e lavorando in molti casi a ‘titolo gratuito’ su commesse non commissionate e quindi, come tali, non remunerate”. (Agenzia Dire)