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Fiumicino, Pd: “Impegno da parte del sindaco sul traffico di Parco Leonardo”

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«Mi unisco al cordoglio espresso in questi giorni da amici, conoscenti e cittadini per la prematura scomparsa di Carlo De Blasi, persona impegnata e sobria, pioniere di quell’associazionismo cittadino che negli ultimi anni aveva portato a Parco Leonardo, quartiere complesso, che ha contribuito a migliorare. Per questo mi appello alla sensibilità dell’intero consiglio comunale e dell’amministrazione, chiedendo uno sforzo per intervenire nel più breve tempo possibile e risolvere una delle sue ultime »battaglie«. Per accedere ai propri box, circa 400 famiglie residenti nella zona Parco Leonardo/Athena, usufruiscono di un unico ingresso, una rampa, a cui si accede da una piccola traversa di via Portuense, nei pressi dell’ultima rotonda, poco prima del centro vendita usato della Maggiore». Così in una nota PAolo Calicchio, capogruppo Pd al Comune di Fiumicino. «Questa traversa, lunga una cinquantina di metri appena e larga a stento per garantire una circolazione a doppio senso, viene utilizzata anche per accedere ai parcheggi esterni riservati ai visitatori del centro commerciale – continua la nota – Puntualmente però qualche cittadino poco accorto parcheggia lungo questo mini-tratto, rendendo praticamente impossibile la circolazione a doppio senso e creando un imbuto stretto che porta inevitabilmente a un ingorgo tra persone che entrano e quelle che escono. Il Partito democratico, nel riprendere la soluzione del compianto Carlo, chiede un impegno da parte del sindaco e della giunta per far sì che il consorzio Spi si attivi e riservi l’entrata ai box da via Giulio Romano ai soli residenti. È inoltre assolutamente necessario installare un cartello di divieto di fermata lungo la stradina di accesso ai box; riservare la stradina di accesso ai box ai soli residenti; spostare infine l’entrata e l’uscita del parcheggio per i non residenti su via Portuense. Soluzione questa, che il Pd avrebbe voluto esporre nel corso dell’ultimo consiglio comunale se il sindaco e il presidente del consiglio comunale non avessero fatto ostruzione non permettendo ad alcun esponente dell’opposizione di presentare interrogazioni in forma parlata, come avviene in ogni democratica legislatura»

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