Giovani pronti ad attivarsi su riconversione spazi, inclusione e cultura

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Roma – La rigenerazione urbana, intesa come riconversione prevalentemente con finalita’ sociali e culturali, degli spazi abbandonati o sottoutilizzati, l’inclusione e l’antirazzismo, la cultura (rilancio dei servizi nei quartieri e la valorizzazione del patrimonio) e l’ambiente. Sono i temi sui quali sono attivi o sono pronti ad attivarsi i giovani di Roma.

A poco meno di un anno dal voto per il Campidoglio, 15 associazioni di ragazze e ragazzi under 25 della Capitale stanno sondando i romani tra i 15 anni e i 30 anni sui temi piu’ urgenti su cui ridisegnare la Citta’ Eterna del futuro, attraverso il questionario “4hopes4Rome”. Dalla scorsa primavera a oggi hanno risposto (tra modalita’ on line e cartacea) oltre 800 persone e i primi risultati di questa indagine sono stati presentati in occasione della seconda edizione del Visionaria Fest, evento organizzato dalla ‘sinistra civile’ capitolina e che andra’ in scena a Garbatella fino al 12 settembre.

Tra i bisogni emersi quelli, in particolare, di piu’ biblioteche, spazi espositivi e sale concerto nei quartieri, e progetti di rigenerazione urbana finalizzati alla realizzazione di centri culturali, luoghi di socialita’ a basso costo e, appunto, biblioteche. Secondo i “sondati” Roma puo’ fare di piu’ sulla cultura. Oltre due terzi di coloro che hanno risposto ritengono che nella Capitale sia possibile fruire gratuitamente di luoghi ed eventi culturali ma per oltre un terzo di questi i posti non sono facilmente raggiungibili.

Un altro tema sentito e’ quello della casa. Piu’ della meta’ dei ragazzi ascoltati non potrebbero permettersi senza l’aiuto dei genitori di pagare un affitto in in uno dei quartieri maggiormente frequentati per studio, lavoro o svago. Incentivi economici agli studenti (secondo l’esempio della Danimarca) e prezzi di affitto bloccati per gli under 25 sono le soluzioni piu’ gettonate per migliorare la propria condizione abitativa.

E ancora, la necessita di un potenziamento della rete dei consultori, progetti di educazione sessuale e all’affettivita’ nelle scuole per contrastare le discriminazioni di genere, corsi all’educazione ambientale, costruzione di piste ciclabili o bikeline e valorizzazione delle aree verdi come azioni che potrebbe mettere in campo il Comune per contrastare l’emergenza climatica.

Ma tra i giovani c’e’ poca percezione della presenza delle istituzioni Campidoglio e Municipio (in una scala da 1 a 5 oltre il 70% degli ‘interrogati’ ha scelto le opzioni 1 e 2) e la meta’ di chi ha risposto non conosce il nome del proprio minisindaco. Per oltre il 70% i cittadini o le associazioni hanno poco potere di intervento sulle politiche comunali o municipali, un divario che puo’ essere colmato in particolare creando o ampliando le commissioni di giovani all’interno dei Municipi.

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