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Grancio: addio M5S, aderisco a Dema di De Magistris

Roma – “Annuncio la mia adesione a Dema. Sono molto emozionata, e’ un passaggio che sento molto e che ho maturato, non viene semplicemente perche’ nel gruppo misto non sai come muoverti, ma per un percorso. Ieri sera ho mandato una pec a ‘liste civiche’, che e’ casella mail che nessuno sa chi ci sia dietro e da cui ho ricevuto l’espulsione, in cui ho detto che e’ definitavemente chiuso il mio percorso nel M5S”.

Lo ha detto la consigliera capitolina Cristina Grancio, ex dissidente M5S poi espulsa e passata al gruppo Misto, presentando stamattina una proposta di delibera per il recupero urbano degli edifici abbandonati alla Biblioteca Angelica di Roma insieme all’urbanista ed ex assessore della Giunta Raggi, Paolo Berdini e al sindaco di Napoli e presidente di DeMa, Luigi de Magistris.

Come ha spiegato Grancio, “e’ una situazione che parte da molto lontano, gia’ da fine 2017 non ero piu’ nel Movimento dello ‘statuto Lanzalone’ e con gli altri del Movimento 2009 mi sono adoperata per capire la causa delle storture nel Movimento del Blog delle stelle, che pero’ derivavano proprio dalle storture iniziali del 2009. Poi sono stata espulsa, e dopo un momento di pausa ho cominciato a guardarmi intorno per capire chi ha fatto bene e ha saputo dare risposte. Mi sono avvicinata prima a Napoli che a de Magistris attraverso gli atti proposti ai cittadini, poi quando ho visto cosa il sindaco voleva proporre per tutti noi mi sono chiesta che cosa avrei potuto fare di buono accanto a lui per portarlo poi anche in Assemblea capitolina”.

“Ho scelto Napoli per l’inversione di tendenza che ha saputo mostrare ai suoi cittadini, e non mi dite che partiva da una situazione migliore di Roma. È importante che la politica dia risposte chiare e in trasparenza senza quell’opacita’ crescente che si vede in Campidoglio, che e’ il contrario di cio’ che mi ha fatto avvicinare al M5S. Roma- ha sottolineato la ex pentastellata- sta subendo un grande danno di sfiducia, credibilita’, immagine e alla fine magari anche erariale, mi sono confrontata con Napoli e le sue sfide, dai beni comuni all’acqua pubblica, e ho cercato di capire perche’ questa citta’ e’ andata verso una risalita che a Roma non riesce, e nel mio piccolo mi sono sentita di rispondere con questa delibera presentata oggi”.