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Grancio: magistratura accendere riflettori su approvazione stadio Roma

Roma – “La magistratura accende i fari su un procedimento di approvazione dello Stadio della Roma che potrebbe essere stato forzato per favorire interessi personali, con una richiesta di rinvio a giudizio che riguarda amministratori e tecnici direttamente coinvolti nel rilascio delle autorizzazioni. Mi chiedo come possa la sindaca annunciare una brusca accelerazione di questo stesso procedimento, facendo finta di non accorgersi che le conclusioni dell’indagine giudiziaria aprono interrogativi inquietanti sui passaggi decisivi che hanno portato l’iter di approvazione allo stato attuale. Non sara’ perche’ qualcuno ha fretta di nascondere la polvere sotto il tappeto?”.

E’ questo il commento di Cristina Grancio, esponente di demA e capogruppo del Misto in Assemblea capitolina, alla notizia che la Procura della Repubblica di Roma ha formalizzato la richiesta di rinvio a giudizio per 15 persone nell’ambito dell’indagine sullo stadio di Tor di Valle.

“Il campanello d’allarme- conclude Grancio- avrebbe dovuto squillare in Campidoglio gia’ da tempo, con la richiesta di giudizio immediato per il ‘facilitatore’ Luca Lanzalone, ed ora a maggior ragione con la richiesta di rinvio a giudizio per il funzionario del Dipartimento Urbanistica Daniele Leoni, direttamente coinvolto nel procedimento”.

“E’ l’ennesima prova- dichiara Rosario Di Lorenzo, componente della segreteria politica di demA con delega alle Infrastrutture- che l’amministrazione di Virginia Raggi non rappresenta il cambiamento per Roma, ma e’ la prosecuzione della mala politica messa in atto da tutte le amministrazioni precedenti che sono sempre state innamorate dei palazzinari. Nonostante l’arresto di Parnasi e di Lanzalone, l’affare stadio della Roma va avanti perche’ evidentemente anche i Cinque Stelle si sono adeguati ad una gestione scellerata che consuma ettari di suolo”.