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Grassi: Rifiuti, aumentare la differenziata, installare termovalorizzatori

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    Grassi: Rifiuti, aumentare la differenziata, installare termovalorizzatori –

    «Ancora una volta siamo costretti ad assistere al solito scaricabarile con accuse di vario genere tra Roma Capitale e Regione Lazio sul tema dei rifiuti, mentre i romani per l’ennesima volta affogano nella spazzatura».
    È quanto dichiara in un comunicato Raimondo Grassi presidente del movimento Roma Sceglie Roma.

    «L’ultimo in ordine di tempo – continua Grassi – riguarda l’ultimatum di Zingaretti alla Raggi, chiamata a presentare entro trenta giorni un piano impiantistico “ai fini dell’autosufficienza in termini di trattamento, trasferenza e smaltimento, quindi TMB e discariche che consentano alla Capitale di poter chiudere, così come prescritto dal piano regionale dei rifiuti, il ciclo sul proprio territorio”.

    «Roma – continua Grassi – non può permettersi un’altra emergenza rifiuti come quella che si sta prefigurando ancora una volta. Al momento la Capitale d’Italia raccoglie i rifiuti e prova a conferirli nelle poche strutture della Regione che, però, sono evidentemente insufficienti. Si tratta di un sistema troppo fragile. Ecco perché Roma Sceglie Roma propone da tempo di aumentare la percentuale di raccolta differenziata, ancora troppo bassa rispetto ad altre grandi città, di dividere la città in almeno 4 quadranti per poter controllare e gestire meglio la raccolta e di dotarla di almeno altri due TMB con relativi termovalorizzatori in grado di realizzare il ciclo completo di trasformazione e smaltimento dei rifiuti».

    «Non si capisce come mai – conclude Grassi – in Italia e quindi anche Roma, a differenza del resto del mondo, si paga la tassa sui rifiuti in base a un calcolo proporzionale dei metri quadrati degli immobili. Occorrerebbe invece calcolare la Tari per quanti chili di spazzatura effettivamente prodotta. In poche parole: pagare quello che si produce, pagarlo di meno e valorizzare i rifiuti affinché diventino una risorsa e non più un problema, consentendo di abbassare la Tari fino a ridurla progressivamente a zero».

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