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Gualtieri: Next Generation UE deve diventare permanente per spese beni comuni

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Roma – “Buon lavoro a questa importante riunione scientifica, che approfondisce con un panel di qualità un tema fondamentale a me molto caro. Sono contento che La Sapienza partecipi da protagonista a una riflessione sul Pnrr, una delle iniziative europee più rilevanti degli ultimi decenni. L’Italia come sapete ha dato un contributo significativo a questo nuovo strumento che ha permesso di reggere l’impatto della pandemia, ed è ora una grande opportunità per modernizzare il Paese”. Lo ha detto il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, collegato in videoconferenza alla quarta riunione scientifica del Dipartimento di Scienze sociali ed economiche de La Sapienza ‘Next generation EU e Pnrr – La sfida è iniziata’.

“Si tratta di un intervento espansivo senza precedenti, basato sulla sospensione del patto di stabilità e 750 miliardi di acquisti della Bce, che coprì le spalle a tutti i Paesi che stavano sostenendo famiglie e imprese”, ha aggiunto.

Gualtieri, che allora rivestiva il ruolo di ministro dell’Economia, ha poi ripercorso le tappe del percorso che portò alla nascita del Next Generation EU.

“Il 25 marzo c’è stata la lettera molto importante della Presidenza del Consiglio italiana. Poi un Eurogruppo drammatico, durato due giorni e due notti consecutive e da qui emerse il recovery fund. La Commissione poi ha ripreso un documento, ora posso dirlo, basato su quello proposto dall’Italia. È seguito un grande negoziato che ci ha permesso di ottenere l’investimento più corposo fra i Paesi europei”.

Gualtieri si è poi soffermato sulle sfide presenti e future che comporta questo cambio di paradigma. “Per quanto si potranno migliorare le regole, l’Unione Europea ha bisogno di un’accresciuta capacità di bilancio centrale- ha concluso il sindaco- Il Next Generation EU deve diventare permanente per spese su beni comuni a livello europeo. Alcuni Paesi vorrebbero abolirlo, per questo la vera sfida adesso è dimostrare che siamo in grado di spendere bene queste risorse. Se avremo successo sarà più facile proseguire su questa strada verso un’unione economica e monetaria effettiva”. (Agenzia Dire)

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