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Ieraci: per immunizzare bambini 5-11 anni è fondamentale la comunicazione

Roma – “La comunicazione non è patrimonio solo di esperti, dobbiamo riuscire a garantire una corretta informazione e una comunicazione migliore possibile se vogliamo proteggere con il vaccino i bambini dai 5 agli 11 anni, la cui campagna vaccinale sta per partire”.

Idee chiarissime quelle di Roberto Ieraci, infettivologo, vaccinologo e responsabile della strategia vaccinale del Lazio, che risponde alle domande dell’agenzia Dire su come sarà strutturata la campagna per l’immunizzazione che attende i più piccoli, dopo il parere positivo di Ema ed Aifa al vaccino con il farmaco ad Rna.

“È tutto pronto, partiremo il 13 dicembre con le prenotazioni e il 16 con le somministrazioni, e lo stesso lunedì 13 faremo un webinar con le organizzazioni sindacali pediatriche per spingere e preparare i pediatri di famiglia, perché sono loro gli attori principali”, sottolinea Ieraci.

“Dai dati che arrivano da Israele e Stati Uniti, il vaccino è indiscutibilmente sicuro ed efficace, con il dosaggio previsto di 10 microgrammi in due somministrazioni a distanza di 21 giorni e un flacone distinto da quelli per gli adulti, che sarà caratterizzato dal tappo arancione.”

“Siamo in anticipo sulle prenotazioni ma le somministrazioni partiranno solo il 16- tiene a precisare l’infettivologo- come nel resto del Paese; il 15 riceveremo le dosi previste per la nostra Regione dalla struttura commissariale del Generale Figliuolo ma ancora non sappiamo quante saranno.”

“Sappiamo però che il Covid sta colpendo anche in modo serio diversi bambini nell’età ora interessata dal vaccino e questo sta accadendo in tutto il mondo. Anzi- avverte il responsabile vaccinale del Lazio- si stanno ammalando molto di più dei loro fratelli più grandi, adolescenti, i quali sono più protetti avendo ricevuto per circa il 70% il vaccino a ciclo completo”.

La fascia di età 5-11 anni “è particolare e necessita di grande attenzione informativa e comunicativa” ricorda Ieraci che aggiunge: “Per questo dobbiamo avere tutte le accortezze e dare tutte le informazioni, a partire da uno studio del British Medical Journal che ha analizzato gli effetti post vaccino e la sicurezza del farmaco nei bambini rilevando che la tollerabilità è molto alta e altrettanto l’efficacia”.

La campagna vaccinale per i piccoli dai 5 agli 11 anni si gioverà di un percorso dedicato, spiega Ieraci: “Ci saranno due strutture principali nel Lazio, lo Spallanzani e l’ospedale pediatrico Bambin Gesù, che fungeranno da hub vaccinali, poi è prevista una rete capillare di 78 spoke su tutto il territorio regionale per raggiungere ogni famiglia e infine gli studi dei medici pediatri, che sono fondamentali perché hanno un rapporto fiduciario con la famiglia e il piccolo assistito.”

“Ogni bambino sarà accolto, sia negli hub, che negli spoke che presso gli studi medici, da medici vaccinatori o pediatri vaccinatori che faranno con la famiglia o l’adulto che accompagna il piccolo l’anamnesi più attenta, anche al fine di rispondere alle ulteriori domande dei genitori”.

Un’ampia rassicurazione questa di Ieraci, che evidenzia come il lavoro di informazione vada condotto anche sui pediatri: “L’adesione dei pediatri è stata già molto buona ma prevedo si ampli ulteriormente, non a caso sarà predisposto un corso FAD per la somministrazione del vaccino”.

Quanto alla scuola, dove le Aziende sanitarie locali non riescono a garantire il tampone a ‘tempo zero’, mandando così tutti gli studenti in Dad al primo positivo, Ieraci risponde: “Con il vaccino il rischio di finire in didattica a distanza si abbassa, moltissimo, questa è la strada. E poi- ricorda- la struttura commissariale sta organizzando veri e propri rinforzi al personale sanitario per la gestione dei tamponi negli istituti e sono sicuro che da qui a qualche settimana la situazione si normalizzerà”. (Agenzia Dire)