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Intervista a Paolo Morricone del Movimento Cinque Stelle

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Paolo Morricone

Paolo Morricone

Abbiamo incontrato ed intervistato Paolo Morricone candidato portavoce alla Regione Lazio per il Movimento Cinque Stelle.

Avete un simbolo, dei candidati ed un programma. Ciononostante continuate a definirvi un Movimento e non un partito. Cosa vi differenzia allora da un partito?

Per capirlo bisogna ricordare la storia e  la funzione dei partiti politici. Il partito politico, previsto nella Costituzione, è un organo di intermediazione tra il popolo e le istituzioni. Avrebbe una funzione di filtro: prendere le persone migliori perché oneste, capaci e competenti, riunite attorno ad una ideologia comune e portare tali persone nelle istituzioni. In realtà la funzione di filtro non ha mai funzionato, o meglio, ha funzionato “al contrario”:  i partiti hanno da sempre scelto persone in base al numero di voti che portano, indipendentemente dalla loro onestà, competenza, senza verificare se fanno parte ad associazioni mafiose o hanno un passato da criminale. A tutto questo aggiungiamo la caduta delle ideologie politiche negli anni novanta. I politici di mestiere invece che farsi da parte, hanno cambiato etichetta e simbolo, senza cambiare le persone.

Il Movimento al contrario elimina la figura del partito come intermediazione, visto come “filtro” dei cittadini, che sceglie dall’alto i suoi elementi. I candidati, come i progetti che vanno a confluire nel programma, sono scelti attraverso i cittadini, direttamente dai cittadini. Ciò grazie alla tecnologia: è sufficiente, ad esempio, un click di mouse e si sceglie il candidato, dopo aver letto il suo curriculum vitae, la sua storia, o dopo aver visto un video. E per essere candidati sono sufficienti un po’ di attivismo, onestà e non essere iscritto ad altri partiti. Questo grazie ad internet. Paradossalmente la tecnologia di oggi ci permette di attuare la democrazia ideale, antica quella ateniese, che poteva essere all’epoca realizzata tra poche migliaia di persone. Oggi la tecnologia fa incontrare milioni di persone, le fa discutere, le permette di proporre progetti ecc. Questo è il Movimento 5 Stelle.

Lei è candidato alla Regione Lazio. Per i vostri progetti, dove prenderete i soldi?

Innanzitutto dobbiamo tagliare i costi della politica. Per esempio: il costo dell’assemblea della Regione Lazio è stato in base ai bilanci consuntivi dl 2010 di 1 miliardo e 95 milioni di euro. La Camera dei Deputati arriva a 1 miliardo mentre il Senato costa 600 milioni. Il Consiglio Regionale del Lazio costa di più del Parlamento! Si pensi, inoltre, che il Lazio ha sostenuti costi di 1 milione e mezzo per spese di rappresentanza del Presidente del Consiglio, 8,5 milioni per il funzionamento dei gruppi, 3,4 milioni per il personale addetto al Consiglio e mi fermo qui la lista potrebbe continuare. Per non parlare poi delle società che svolgono funzioni per conto della regione create ad hoc dai politici per favorire i loro amici o dare lavoro a chi li votava. Questo con noi finirà e se saremo solo all’opposizione, grideremo con forza allo scandalo. Con noi si risparmieranno miliardi l’anno dei soldi dei cittadini che verranno investiti nella sanità e nelle piccole e medie imprese.

Ecco la sanità. Come potreste migliorarla?

Anche qui c’è un lavoro enorme da fare. Rischiano la chiusura il San Filippo Neri a Roma che è una dei migliori ospedali in base a statistiche ben precise. Perfino il reparto di cardiologia che è stato già chiuso è uno che ha tassi di mortalità minori rispetto a tutti gli altri ospedali. Così rischiano anche altri ospedali come il San Carlo di Nancy e tanti altri enti ospedalieri come l’IDI e il San Raffaele. Noi proponiamo di rivedere il sistema di pianificazione dei volumi di prestazioni, gli obblighi in termini di trasparenza dei bilanci e il sistema di accreditamento e di controllo. I soldi della regione saranno attribuiti alle asl e agli ospedali in base alle spese effettive, realmente supportate e comprovate da fatture e rendiconti di gestione regolarmente tenuti. Oggi i soldi vengono dati senza una verifica dei reali costi avuti dagli ospedali.

Inoltre vogliamo una digitalizzazione di tutte le procedure di gara per una migliore trasparenza in modo da evitare  la corruzione. Vogliamo Meritocrazia e non partitocrazia perché in futuro i Dirigenti di asl e di ospedali vengano scelti in base ad un comprovato curriculum, non in base alle parentele e agli “agganci” alla politica. E anche qui l’elenco delle cose da fare sarebbe lungo …

E per le piccole e medie imprese?

Come è stato già fatto dai consiglieri del Movimento in Sicilia, una parte dello stipendi o degli eletti andrà a far parte di un fondo che aiuterà le piccole e le medie imprese. Ricordo che noi invece di 7.000,00 euro di stipendio, ne prenderemo 2.500,00 netti al mese. Punteremo alla creazione di un portale unico per le piccole medie Imprese del Lazio che assicuri il massimo utilizzo dei finanziamenti e nella massima trasparenza. Fino ad oggi, invece questa funzione era rimessa a numerose società non collegate tra loro. È necessario fare informazione agli imprenditori dei possibili contributi che la regione mette loro a disposizione, il che mai è stato fatto. Per questo bisogna creare un database unico informativo su tutti gli incentivi della regione, fare campagne informative e servizio di assistenza affidabile.  I settori sono connessi tra loro: incentivi a turismo e cultura per esempio. Ciò crea nuovi posti di lavoro anche per chi non è più tanto giovane. Incentivare l’agricoltura biologica o sociale, come in Olanda, impiegando i disoccupati o le persone disabili (es. ippoterapia). Come vedete le materie, agricoltura, aiuto a piccole e medie imprese, cultura, economia, sono tutte connesse tra loro.

Che risultato vi aspettate da queste elezioni?

Mi aspetto che da queste elezioni il Movimento 5 Stelle diventi il primo partito (come lo chiamano i giornalisti) che, però non riuscirà a governare grazie al gioco delle alleanze degli altri partiti. Poco importa perché a lungo andare gli italiani capiranno che se oggi anche gli altri partiti si pongono il problema di non candidare persone con precedenti penali, è proprio grazie al movimento che ne parla da circa sette-otto anni.

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