Italia, culla dell’inosservanza del diritto

Italia, culla dell’inosservanza del diritto –

Dà un po’ l’orticaria accorgersi che l’Italia che, con orgoglio, veniva  considerata in tutto il mondo, come il paese culla del diritto, sia divenuta, ormai e in maniera certificata, la patria dell’inesistenza e dell’inosservanza del diritto.

Probabilmente in pochi ricorderanno un avvenimento di grande rilievo accaduto alcuni anni addietro.

Nel 2013, la Suprema Corte di Cassazione chiedendo alla Consulta (Corte Costituzionale) di dichiarare incostituzionale la legge elettorale (Porcellum o anche chiamata legge Calderoli), con la quale erano stati eletti gli attuali parlamentari, sottolineò le gravi violazioni compiute dai relativi partiti alla rappresentanza democratica del paese, compromettendo la funzionalità delle Istituzioni della nostra Repubblica.

Nella sua sentenza, in risposta all’istanza della Cassazione, la Corte Costituzionale concluse che erano incostituzionali due importanti aspetti della legge: il premio di maggioranza assegnato con un maggior numero di parlamentari alla Camera e al Senato (con i quali poter illegittimamente governare!), e le liste elettorali “bloccate”, senza possibilità per l’elettore di esprimere una preferenza.

Camera dei Deputati

Camera dei Deputati

Da allora, tutto tace.

E quanto deciso dalla Consulta è rimasto lettera morta.

La risposta, purtroppo, sta solo nella supponenza e nell’arroganza dei comportamenti, peraltro ormai divenuti senza limiti, di tutti i parlamentari in carica, in particolare di quelli al governo, che continuano imperturbabili ad agire, a pontificare, a promettere cose, come se nulla fosse accaduto e come se loro, politici del Pd in testa, fossero i veri padroni del paese.

Ora questi simpatici signori, che in maniera colorita sarebbe giusto qualificare come “abusivi” in parlamento, trascurando la situazione di fatto esistente, ovviamente del tutto irrilevante a loro modo di vedere, non soltanto rimangono abbarbicati ai loro sedili, per conservare pingui stipendi e per poter manipolare agevolmente, in posizioni di potere, situazioni esplosive in evoluzione (Consip), ma recalcitrano anche e si scagliano addirittura contro tutto e tutti perché la legislatura arrivi a scadenza naturale.  Guardandosi bene, come corollario al loro operato, nel frattempo, di compiere il lavoro di legislatori per cui vengono profumatamente pagati, approvando, tra le altre (Ius soli !!??), una nuova legge elettorale.

E se non fosse chiedere troppo, considerata la situazione d’impasse esistente, sarebbe auspicabile aspettarsi una legge elettorale, per davvero nuova, possibilmente valida e condivisa, con la quale rimettere realmente nelle mani del popolo la nomina di chi, poi, dovendogliene personalmente rispondere, dovrà rappresentarlo e curare effettivamente i suoi interessi.

Inutile sollecitarla ora questa legge.

Tutti i parlamentari, infatti, stanchi ed affaticati per le scandalose poche ore passate a lavorare settimanalmente alla Camera ed in Senato, sono ora a riposare le loro troppo sudate membra, ovviamente nei posti di villeggiatura più alla moda, alla faccia di tutti, in particolare dei loro elettori e non.

Ma nuvole già fosche si addensano su di loro.

Movimenti di protesta, dalle più svariate sigle e collocazioni politiche, continuano a costituirsi in tutto il paese ed a compattarsi tra di loro, chiedendo un deciso intervento dei magistrati nei confronti di  tutti i parlamentari in carica, nel rispetto della decisione della Corte Costituzionale di quattro anni fa.

Chiedono ai parlamentari di taluni partiti (M5S) di anticipare tale intervento della magistratura dimettendosi, per costringere tutti ad immediate elezioni.

Suggestive le richieste ed i possibili, conseguenti scenari.

Ma, considerata l’alta osservanza del diritto e della legalità nel paese, non scommetteremmo un soldo bucato, pur con le totali ed improvvise dimissioni di tutti i parlamentari del movimento dei pentastellati, sull’anticipata fine della legislatura e sull’andar di corsa al voto, rimettendo definitivamente in mano il pallino ai cittadini.

I movimenti di protesta democratica, contro politica e politici attuali, di cui al momento si ignorano numeri e consistenza, continuano ad operare in tutta Italia ed il 12 settembre prossimo, alla riapertura del Parlamento, si sono già dati un preciso appuntamento, con tutti gli iscritti provenienti dal paese, per una prima, significativa protesta davanti alla Camera dei Deputati.

Va dato atto ai nostri politici di grande abilità, perché non riteniamo cosa facile sollecitare i nostri connazionali, dopo tanti anni, al recupero  dei loro ammennicoli, ormai tragicamente ibernati da troppo tempo.

Pier Francesco Corso