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Italia, il paese dei disfattisti

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Italia, il paese dei disfattisti –

Un paese all’incontrario il nostro. Tutti o, più correttamente diciamo quasi tutti, tra gli attuali discutibili “figuranti” parlamentari dell’arco politico tricolore, si battono il petto e, a parole, dichiarano di volere, prima di ogni cosa, il bene dell’Italia e della sua gente.

Poi, con i fatti, con la coerenza che da sempre li contraddistingue, remano spudoratamente contro, confidando nella erronea previsione della sbadataggine e della poca memoria della gente.

Tanto per non far nomi, ci riferiamo, per la serie disfattisti politici oggi in Parlamento, al PD, un partito in piena decadenza che,  forte dei suoi disastri, negli anni di governo del paese e nelle ripetute tornate elettorali, ancora oggi, non sazi del tanto male già fatto alla nazione, perseverano nella loro politica, assurda, contraddittoria, antidemocratica e dissennata.

Essendo rimasti per decenni in stato soporifero ed oltretutto illegalmente alla guida del paese (in quanto mai votati), ignorano ormai cosa significhi in democrazia fare opposizione.

Il “pettegolume” da serve, con tutto rispetto per quest’ultime, con il quale tentare, per principio e solo per non perdere il gusto della battuta, di contrastare gli atti del governo in carica, non significa fare opposizione.

Ed ancora di meno lo è attaccare, con le più svariate e pittoresche accuse, governo e ministro dell’Interno sulla ipotesi di una indagine conoscitiva della consistenza dei Rom in Italia, avanzata dal ministro leghista Salvini, dimentichi stranamente di essere stati per primi loro, negli anni 2012 e 2014, rispettivamente con le Giunte Dem Pisapia ed Errani, ad avanzare, applauditissimi da tutti, tale iniziativa.

I signori della Sinistra, per bocca dei loro esponenti di vertice in carica e di quelli della segreteria ombra (che purtroppo continuano ad essere ancora realmente in carica), non perdono mai la buona occasione, secondo quanto ci segnalano con le loro lettere i nostri lettori, di tacere senza doversi rendere ridicoli.

Molti tra i lettori, simpatizzanti ancora per la Sinistra, proseguono a scriverci indignati, sottolineando l’inconsistenza delle proposte Dem, mai originali e con intuizioni migliorative rispetto alle nuove proposte dell’attuale Esecutivo.

Fare opposizione, ci sottolineano sempre i lettori, non significa sputtanare il paese, in Europa ed all’Estero, facendosi appoggiare, per la questione nave Aquarius-migranti e per il censimento numerico dei Rom, da Europa, poteri forti e da presidenti poco obbiettivi di altre nazioni, pur di tenere il punto e di contrastare l’azione del governo.

Pensate, poi, ci evidenziano sempre nelle loro mail i lettori, al livello massimo di screditamento raggiunto dal nostro paese e dalle nostre Istituzioni all’estero, in Europa ed al di là dei confini europei, per tutti i casi di eclatante corruzione alla ribalta, a partire da Consip ed a finire al recente caso dello stadio della Roma (immaginate cosa avrà detto e starà dicendo di noi il presidente della Roma Calcio, Pallotta, negli Usa!), sui quali non si riesce mai a mettere un punto fermo, in termini di conoscenza e di addebiti politici e penali, da parte della magistratura.

Tanto livore, tanto astio preconcetto da questa singolare opposizione non giova al paese ed al nuovo corso politico in svolgimento, nuovo corso che, ove riuscisse a realizzare quanto promesso nel suo contratto, porterebbe finalmente una boccata di ossigeno ed un minimo di benessere ai tanti già martoriati italiani.

Se persino gli elettori di Sinistra che ci scrivono la pensano così, non resta che attendere che se ne convincano i loro politici nelle Istituzioni e che, sotto tale impulso da parte della loro gente, si comportino di conseguenza.

La speranza è l’ultima a morire, ma quando si tratta della Sinistra nostrana, con un Renzi ed i suoi accoliti figuranti ancora spettralmente in circolazione, pur con le poche leve del potere ancora rimaste fortunatamente nelle loro mani, il dubbio che si adeguino e lottino solo e per davvero per il paese risulta del tutto legittimo.

Pier Francesco Corso

 

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