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La mafia a Roma a cura di Federico Siracusa

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ROMA TERRA DI MAFIA
LE IPOCRITE COMMEMORAZIONI DI UN MAGISTRATO SCOMODO
La mafia a Roma a cura di
Federico Siracusa
“A Roma c’è posto per tutti”, sono queste le sconcertanti parole di denuncia, contenute nella Relazione sull’amministrazione della giustizia della Procura Generale della Repubblica presso la Corte d’Appello di Roma dell’anno 2011, che hanno squarciato il muro di omertà sul volto oscuro della città di Roma.
Infatti, Roma è il terreno ideale per effettuare il reinvestimento dei capitali mafiosi in quanto si tratta di un territorio che non è caratterizzato da quelle forme di allarme sociale tipiche di altre realtà territoriali, e in cui non vi è la necessità di contendersi i comparti economico-imprenditoriali per il semplice motivo che “c’è posto per tutti”.
In un clima del genere le organizzazioni mafiose sono riuscite ad infiltrarsi silenziosamente ed a consolidarsi nel territorio senza generare particolare tensione.
Roma è diventata lo snodo essenziale per tutti gli affari leciti ed illeciti, le organizzazioni criminali acquisiscono, anche a prezzi fuori mercato, immobili, società e attività commerciali nelle quali impiegano i capitali illecitamente acquisiti.
La mafia investe soprattutto nell’edilizia, nelle società finanziarie e nelle attività commerciali della ristorazione, dell’abbigliamento e delle concessionarie di auto.
Inoltre la crisi economica e la mancanza di liquidità da parte delle imprese sta fornendo alle organizzazioni criminali, che hanno la necessità di reinvestire e ripulire le loro disponibilità finanziarie, un’incredibile opportunità per la conquistare ulteriori fette di mercato.
Pertanto a Roma sono presenti gli esponenti di tutte le mafie, in una sorta di pacifica convivenza sia tra loro che con la tradizionale criminalità laziale, principalmente interessata alle rapine, al traffico di stupefacenti e soprattutto all’usura.
A riprova di quest’intensa attività, negli ultimi anni stiamo assistendo ad una forte crescita delle denunce per i reati di riciclaggio e reimpiego di denaro, come ha dichiarato lo stesso Prefetto Pecoraro nella seduta del 28 settembre 2011 alla Commissione parlamentare antimafia.
Le cause della forte presenza dei grandi boss della criminalità organizzata a Roma sono imputabili anche a motivazioni di carattere storico:
 infatti, in seguito all’entrata in vigore della Legge che prevedeva il divieto di soggiorno dei boss nei propri comuni di residenza numerosi pericolosi pregiudicati si sono trasferiti a Roma. Uno dei casi più eclatanti è quello del notissimo boss Frank Coppola tre dita che negli anni ‘60 e ‘70 si era stabilito ad Ardea;
 inoltre la mancanza dello spazio vitale nella propria terra d’origine ha spinto gli esponenti mafiosi delle cosche perdenti nelle guerre di mafia a trasferirsi a Roma e nel suo interland.
La presenza sul territorio laziale delle rappresentanze di tutte le mafie è anche attestata dal livello dei personaggi arrestati sul territorio. Senza andare troppo in là con il tempo, quando il cassiere di Cosa Nostra
Pippo Calò viveva a Roma e reinvestiva nelle attività legali il denaro di Cosa Nostra, dobbiamo denunciare con forza che numerosissimi latitanti continuano ad essere arrestati a Roma e nella sua Provincia. Il motivo è sempre lo stesso, Roma è una città tranquilla dove è facile mimetizzarsi ed il livello di attenzione delle istituzioni e dell’opinione pubblica è bassissimo.
Un altro fattore importante che ha fatto diventare Roma terra di mafia per eccellenza è la sua posizione geografica e la presenza di scali aerei e marittimi internazionali, che favoriscono un elevato e costante flusso di stupefacenti, in cui sempre più spesso intervengono organizzazioni straniere (soprattutto colombiana e nigeriana). Purtroppo continua anche la grande espansione anche del commercio al dettaglio degli stupefacenti, controllato dalla criminalità organizzata sia italiana che straniera. Il Lazio è in cima alla classifica per il maggior numero di decessi per droga in Italia.
Le criminalità straniere presenti a Roma, oltre al traffico della droga, sono anche fortemente impegnate nel controllo dell’immigrazione clandestina e nella tratta di esseri umani.
La mafia cinese ha compiuto recentemente un grandissimo salto di qualità nella nostra città, così come è scritto nel Rapporto ricerca del Censis del 2011 sulla criminalità cinese, facendo diventare Roma la principale destinazione finale del traffico di tutte le merci contraffatte e di contrabbando. Infatti, la città di Roma è la principale piazza di raccolta e di smistamento di tutte le merci contraffatte che hanno non solo come destinazione l’Italia e ma anche gli altri paesi europei.
I gravi fatti di sangue che si sono poi verificati ultimamente a Roma dovrebbero terminare a breve in quanto la grande criminalità organizzata vuole che si spengano i riflettori per poter continuare a fare affari serenamente, senza i riflettori dell’opinione pubblica.
Il procuratore della Repubblica Giovanni Ferrara, nell’audizione alla Commissione parlamentare antimafia dell’11 ottobre 2011 ha avvalorato questa tesi affermando che “la città di Roma è sostanzialmente un luogo di investimento; non è un luogo di battaglia o di sangue, di guerre per predomini o di egemonia ma un luogo d’investimento… Roma è tranquilla perché qui investono le bande criminali”.
Pertanto secondo queste durissime affermazioni del Procuratore Giovanni Ferrara, a Roma la mafia non ha interesse al perdurare del Far West nelle strade della città ed è la prima interessata a garantire la pace sociale e la normalizzazione del territorio.
Le commemorazioni dei magistrati che hanno dato la loro vita per il nostro paese nella lotta alla mafia rischiano di essere uno sterile esercizio estetico se non si combatte sul serio la criminalità organizzata colpendo con durezza quella zona d’ombra tra la mafia e lo Stato compresi i colletti bianchi e i politici collusi con la mafia.
Roma, 23 maggio 2012
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Federico Siracusa
Vice Presidente del Consiglio del Municipio Roma XII Eur
Cell. 3398015237
www.federicosiracusa.it

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