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LAZIO, STORACE (LA DESTRA): “RAPPRESENTEREMO 1 MILIONE DI CITTADINI”

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“A giorni incontrerò Nicola Zingaretti per capire che cosa vuol dire quando afferma di aver bisogno di tutti per il futuro della regione. Non credo che si riferisca a pateracchi, ma a idee. E comportamenti, che poi sono quelli che devono vedere una rigenerazione della politica, dopo tutto quello che e’ accaduto nel Lazio. Lo vedrò anche per spiegargli che cosa intendo con la formula dell’opposizione rappresentativa. Nel Lazio ci sono tre poli. Il suo, che ha vinto le elezioni col 40 per cento; il centrodestra, suffragato da poco meno di un milione di cittadini con 13 seggi; quello protestatario e basta, con 7 seggi, rappresentato da un nuovo per ora sconosciuto, il movimento grillino. L’Udc ha perso l’occasione”. E’ quanto scrive Francesco Storace, segretario nazionale de La Destra, sul sito del partito e su Il Giornale d’Italia.

“Noi abbiamo ottenuto i nostri voti con un programma ricco di contenuti e intendiamo rappresentarlo nel confronto politico, in quello d’aula e nelle commissioni consiliari. Lo faremo partendo dai consiglieri eletti nelle liste del Pdl, di Fratelli d’Italia, de La Destra e della lista civica col mio nome. Ieri ho twittato un messaggio al presidente eletto: via le auto blu e partiamo con una legge per Roma capitale in cui si devolvano i poteri regionali alla città. Appena lui sarà proclamato e noi entreremo nel nuovo Consiglio regionale, le proposte della nostra coalizione dovremo trasformarle in atti legislativi da sottoporre al voto. Credo che se l’assemblea lavorasse non solo un giorno a settimana, ma due o tre, potremmo risolvere molti problemi dei cittadini.

Al centrodestra offriamo un lavoro comune per i prossimi cinque anni.

Ne parlerò al mio partito nei prossimi giorni, venerdì voglio vedere l’ufficio politico e poi convocare direzione nazionale e comitato centrale per decidere che fare. Ma nel Lazio non rinuncerò a rappresentare tanta gente che ci e’ venuta appresso.

Un popolo che avrebbe potuto essere anche superiore di numero. In fondo, abbiamo fatto una campagna elettorale firmando cambiali; i mitici quattrini di Berlusconi per noi non c’erano. Figurarsi che non devono aver avuto soldi, tra loro e il movimento della Meloni, neppure per scrivere su un manifesto col loro simbolo il mio nome come candidato presidente. Possiamo dire che nessuno ci ha regalato alcunché, ci siamo spesi per tutti e se il giorno prima il centrodestra alla Camera era la terza coalizione laziale e il giorno dopo la seconda alle regionali qualche motivo e merito ci saranno.

Ma e’ ormai acqua passata, come i quindici giorni di irresponsabile ritardo nella designazione alla candidatura alla presidenza della regione. Col caso Fiorito alle spalle era praticamente impossibile vincere la partita.

Ora pensiamo al domani. Del Lazio e dell’Italia. Dell’Italia di destra.

Su quest’ultima questione intendo tornare spesso nelle prossime settimane.

Mi fa rabbia quello che vedo nel nuovo Parlamento. Il problema non e’ nel fatto che non ci siamo noi. In fondo – vorrei dire a tanti cronisti che hanno scritto superficialmente che noi non ne faremo più parte – e’ dal 2008 che ne siamo assenti. E se lo siamo anche ora, e’ per esserci fidati troppo della possibilità di superare l’ostacolo rappresentato da una campagna martellante sui piccoli partiti. Berlusconi ha sicuramente raggiunto l’obiettivo – se e’ quello che aveva – di evitare presenze scomode. Ma quando lo sentirò, se lui o Alfano decideranno di parlarne con me, gli spiegherò quanta gente ho dovuto convincere ad andare lo stesso al seggio a votarci. Se calcoliamo due persone a sezione elettorale, anche qui troviamo i centoventimila voti che mancano al superamento di Bersani. Roba da applausi. Risultato finale: un tempo a rappresentare An c’erano 150 deputati e senatori, che oggi ha Beppe Grillo. Con la nostra stessa matrice comune, ora ce ne sono una ventina tra la dozzina del Pdl e quelli eletti – nove – da Meloni e La Russa. Fateci capire se avete intenzione di andare avanti così. Ora l’iniziativa dovete prenderla per forza, non ci sono più alibi”.

 

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