Leodori: piano qualità aria altro passo verso green new deal Lazio

Roma – Il nuovo piano della qualita’ dell’aria del Lazio, approvato dalla Giunta ad agosto, “e’ un ulteriore passo in avanti verso le politiche del Green New Deal che la Regione Lazio promuove sul suo territorio”, ha detto Daniele Leodori.

Il vicepresidente della Regione si e’ soffermato in particolare sul tema delle “polveri sottili, che a seguito del lockdown si sono abbassate significativamente nel Lazio e non sono mai andate oltre i limiti di legge.”

“Questo a testimonianza del fatto che si puo’ fare tanto per combattere il loro innalzamento. In questo senso il piano e’ uno strumento importantissimo. Bisogna lanciare una grande campagna di sensibilizzazione e contrasto”.

Le azioni messa in campo dalla Regione rientrano “nell’accordo di programma sottoscritto nel 2018 dal presidente della Regione, Zingaretti, e il ministro dell’Ambiente, Costa, per un’adozione congiunta e coordinata di misure volte alla qualita’ dell’aria per il territorio del Lazio- ha spiegato l’assessore regionale all’Ambiente, Enrica Onorati.”

“Infatti, venerdi’ scorso e’ partita un’azione diretta ai 10 comuni interessati dalla misura due dell’accordo firmato a novembre 2018, si tratta di due milioni previsti all’interno dei 4 dell’accordi per una manifestazione di interesse da parte di questi enti locali per azioni di promozione di attivita’ legate al contenimento di emissioni dannose”.

Il dg dell’Arpa, Marco Lupo, ha sottolineato che “negli ultimi dieci anni c’e’ stato un miglioramento della qualita’ dell’aria, sia il valore medio del biossido di azoto che quello delle pm10 dal 2009 a 2019 si e via via ridotto ma permangono due criticita’: una sul biossido di azoto che ha superato ancora il livello medio in sei comuni dell’agglomerato di Roma, Capitale inclusa, e nei comuni piu’ popolosi della Valle del Sacco; sulle pm10 c’e’ un problema che caratterizza il numero dei giorni in cui vi e’ un superamento del livello che caratterizza 17 comuni”.

La norma prevede un numero massimo di sforamenti giornalieri per le Pm10 pari a 35 in un anno per ogni comune, per quanto riguarda invece il biossido di azoto (inquinante legato al traffico veicolare) la media annua deve essere inferiore a 40 microgrammi per metro cubo.