Lettera a sostegno Teatro di Roma: attacchi per fermare rinnovamento

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Roma – Una lettera aperta “in solidarieta’ e adesione al progetto artistico del Teatro di Roma, diversamente attaccato in queste ultime settimane” nel “tentativo di interrompere sul nascere un’operazione di rinnovamento radicale della politica culturale e della pratica artistica di un teatro nazionale”. A scriverla, una “larga fetta” della comunita’ artistica romana e non solo, che ha raccolto “da subito” l’adesione di un ancora maggiore numero di firme nazionali e internazionali. Tra queste, Romeo Castellucci, Toni Servillo, Emma Dante, Emanuele Trevi, Virgilio Sieni, Mariangela Gualtieri, Chiara Guidi, Antonio Moresco, Daria Bignardi, la direzione artistica del Kunstenfestivaldesarts e dell’Odeon Theatre de l’Europe, il Festival di Santarcangelo e delle Colline Torinesi, Michele Riondino, Davide Enia e l’Associazione Ubu per Franco Quadri.

“La condivisione di questa lettera aperta- scrivono i firmatari- e’ un gesto voluto da un gruppo eterogeneo di persone che hanno deciso di prendere posizione rispetto al clamore che si e’ sviluppato in queste settimane intorno al Teatro di Roma. Con questa lettera non intendiamo addentrarci nella vicenda amministrativa e nelle successive polemiche mediatiche. Su quel fronte, come tutte/i, attendiamo chiarimenti e trasparenza, ma non possiamo aspettare oltre per esprimere il nostro pensiero anche perche’ la mescolanza tra elementi reali e affermazioni non confermate non fa che acuire il clima di post-verita’ in cui la questione rischia di essere sprofondata. Quel che ci preme e’ fare emergere la realta’ che questo velo di nebbia sta cercando di occultare: il tentativo di interrompere sul nascere un’operazione di rinnovamento radicale della politica culturale e della pratica artistica di un teatro nazionale. Operazioni di rinnovamento che sono emerse, per quanto a fatica, anche in altri luoghi e spazi istituzionali negli ultimi anni”.

“Crediamo che il teatro pubblico abbia bisogno di un profondo cambiamento della sua governance e dei modelli di gestione del denaro pubblico. Ma critiche legittime non possono diventare il pretesto per colpire tutt’altro obiettivo e sortire tutt’altro effetto. Soprattutto in una citta’ che ha gia’ visto ben due direttori artistici decisi ad apportare seri cambiamenti all’istituzione teatrale essere fermati da questioni ‘burocratiche’.”

“Quello che abbiamo osservato in questi mesi al Teatro di Roma- scrivono ancora- a dispetto del poco tempo avuto a disposizione a causa del momento straordinario, e’ l’organicita’ del progetto artistico di Giorgio Barberio Corsetti e Francesca Corona che punta alla rinascita e alla internazionalizzazione dei palcoscenici della citta’, innescando un processo di restituzione degli spazi di espressione ai loro veri proprietari, che sono la comunita’ degli spettatori e quella degli artisti. In soli sei mesi uno dei principali motivi di arretramento del rapporto tra il teatro e la citta’ e’ stato superato da una apertura e da una abitabilita’ degli spazi che l’Italia non ha quasi mai sperimentato nelle istituzioni, ma nei luoghi informali, nei festival e in quegli spazi indipendenti cosi’ malamente evocati, che sono invece una delle spine dorsali della cultura del nostro Paese”.

I firmatari concludono dicendo che “lo avvertiamo con forza in questi giorni, cosi’ difficili per tutte/i, anche nel nostro settore: l’orizzonte da costruire e’ quello di un cambiamento che sia ampio, profondo, radicale, capace di mettere di nuovo al centro il valore delle idee e dei progetti, rigenerando le sinergie e le finalita’. Per tutti questi motivi, vogliamo esprimere il nostro sostegno visione del teatro pubblico di questa direzione artistica”.

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