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L’Italia del Rosatellum e delle camicie di forza

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L’Italia del Rosatellum e delle camicie di forza –

L’Italia, quella operosa del lavoro e delle industrie, è divenuta certamente di recente la nazione qualificatasi tra i maggiori produttori del bene, indicato come di contenimento fisico e corporale, comunemente chiamato “camicia di forza”.

Ma pensate il nostro paese, non incrementa con questo prodotto la sua bilancia commerciale estera, perché il consumo del bene viene interamente assorbito al suo interno.

A quanto ci consta, e ve ne diamo oggi sicura notizia, i consumatori più accaniti di questo prodotto sono i rappresentanti di tutti partiti politici, attualmente in attività in Italia, in particolare quelli del Pd-Partito Democratico, di renziana memoria o meno.

E ne hanno ben donde!

Ma come si fa, per bocca del segretario pro tempore Martina, a criticare il comportamento dilatorio della coalizione di Centrodestra vincitrice e del Movimento 5S, al secondo posto tra i vincitori della sfida elettorale, sottolineando in maniera schizoide che in tal modo si fa il male del paese e dei suoi cittadini. Ciò, quando si è provveduto ad ideare ed a fare approvare una folle legge elettorale, come il Rosatellum, così chiamata a perpetua vergogna del suo creatore, dove l’unico intento era quello dello stallo e dell’ingovernabilità del paese.

Avevano sperato, nella loro megalomania pre voto, i folli indossatori di camicie poco fashion, di potersi regalare un Nazzareno bis, tra Berlusconi/FI e Pd, certi di un successo elettorale. Ma gli elettori della nostra martoriata penisola, peraltro ben più saggi di tutte le previsioni e di tutti gli immarcescibili commentatori, soprattutto nei confronti del secondo partito menzionato antecedentemente (e perché non ci si possa equivocare, sottolineiamo con chiarezza il Pd!), non si sono lasciati sfuggire l’occasione di lasciarli in panne, con il loro oculato voto, relegandoli nelle parti basse della classifica elettorale e sparigliando i piani dei poteri forti, nel paese ed in UE, caratterizzati da un loro rivoltante governo.

Non paghi dei disastri combinati negli ultimi tre anni, questi beceri politici hanno così a cuore le sorti del paese e dei propri concittadini, rifiutandosi con disgusto a qualsiasi possibile approccio, sia pur dialettico, da parte degli esploratori in missione voluti da Mattarella.

Ma è giusto così per loro, perché più tardi sarà possibile costituire un governo, sempre che ci si riesca, nel frattempo con il loro governo dimissionario, ancora insediato per il disbrigo degli affari correnti e della ordinaria amministrazione, possono provvedere al bene del paese e dei propri concittadini, collocando le loro persone nei vertici delle società strategiche e di potere (persino in quegli Enti, considerati inutili e da cancellare, come il Cnel-Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro), alla faccia degli inoperanti e sin troppo assenti Organi di Garanzia ed in barba oltretutto alla continua e silenziosa, ma sempre più debordante, invasione del Bel Paese da parte di emigranti provenienti da ogni dove.

La gente è sfiduciata e non ne può più di tutti questi stupidi balletti da parte di quella politica d’accatto sino ad ora attuata, purtroppo un po’ da tutti.

Fino a che punto e dove arriveranno questi abborracciati partiti politici ?

Non sarà il caso di chiudere baracca e burattini e di tornare, senza alcun ulteriore indugio, il più velocemente possibile a votare, evitando di titillare più oltre il nervo scoperto e la pazienza degli italiani, ormai sull’orlo di una crisi di nervi?

La pazienza è una virtù, ma ha pur essa un limite!

Pier Francesco Corso

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