M5S boccia anche regolamento beni comuni

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Roma – Il Movimento Cinque Stelle ha bocciato, astenendosi nuovamente, anche la seconda delibera di iniziativa popolare in discussione oggi pomeriggio in Assemblea capitolina, quella sul ‘Regolamento sulla collaborazione tra cittadini e amministrazione per la cura, la rigenerazione e la gestione in forma condivisa di beni comuni urbani’, gia’ approvata tra l’altro in Consiglio regionale e respinta oggi dall’aula Giulio Cesare in seduta virtuale con 20 favorevoli e 20 astenuti.

Non senza una spaccatura nella maggioranza, che ha visto alcuni dei suoi esponenti votare invece a favore, a partire dalla presidente della commissione Politiche sociali, Agnese Catini e dal presidente dell’Assemblea, Marcello De Vito.

A illustrare la delibera e’ stata Katiuscia Eroe, responsabile Energia di Legambiente, poi scoppiata in lacrime al momento della bocciatura del testo: “Questa proposta e’ stata condivisa da 15mila persone e oltre 150 realta’ cittadine. È un peccato arrivare in Aula al termine di un percorso deludente, in cui abbiamo ottenuto soltanto quattro incontri con le commissioni interessate, una delle quali l’8 agosto, in cui abbiamo discusso a fronte di poche osservazioni dalla Ragioneria e dai dipartimenti Economia e Patrimonio, che hanno dato parere negativo notando il contrasto tra le nostre proposte e il Regolamento per l’affidamento dei beni immobili capitolini. Peccato- ha aggiunto Eroe- che nessuno degli oltre 200 Comuni che hanno adottato questo provvedimento, tra cui Bologna, Torino, Genova, Napoli e L’Aquila, e i maggiori esperti nel tema, abbiano mai riscontrato problemi insormontabili”.

“Con la procedura pattizia prevista dalla delibera decadrebbe la mancanza di evidenza pubblica e gli affidamenti diretti forzerebbero le opportunita’ tra le realta’ attive nel territorio, da questo deriva il parere negativo della mia commissione e del dipartimento Patrimonio a questa proposta”, ha spiegato il presidente della commissione capitolina Patrimonio, Francesco Ardu (M5S).

Per l’assessore al Patrimonio del Campidoglio, Valentina Vivarelli, “se inseriamo nella stessa delibera parchi e immobili, la divisione tra patti semplici e complessi tra cittadini e amministrazione non si adatta alla realta’ dei beni comuni comunali di Roma. Anche nelle altre citta’, come ho potuto vedere a Bologna, ci sono difficolta’ sull’utilizzo di un modello di analoga natura. Noi dobbiamo riportare l’affidamento del patrimonio della Capitale sui binari dell’ordinarieta’, permettendo all’amministrazione di fare delle scelte attive sulla gestione del patrimonio”.

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