M5S boccia delibera associazioni per superamento campi rom

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Roma – L’Assemblea capitolina, con l’astensione in blocco del M5S e il voto contrario del gruppo di Fdi, ha bocciato – con 12 favorevoli, 4 contrari e 25 astenuti – la delibera di iniziativa popolare n. 117/2015 riguardante il ‘Piano di intervento e indirizzi per il superamento progressivo e la chiusura degli insediamenti formali per rom presenti nella citta’ di Roma in attuazione della Strategia nazionale d’inclusione di rom, sinti e caminanti’, presentata tra gli altri dal presidente dell’Associazione 21 Luglio, Carlo Stasolla e dal capogruppo di +Europa Radicali al Consiglio regionale del Lazio, Alessandro Capriccioli.

“Non possiamo accettare in una citta’ come Roma di prevedere, come fa la proposta, l’autocostruzione tra i modi per garantire il diritto all’abitare delle persone accolte nei campi”, ha detto la presidente della commissione capitolina Politiche sociali, Agnese Catini.

“Invito i proponenti a guardare il nostro Piano per il superamento dei campi rom con un occhio benevolo- ha aggiunto- perche’ va nella direzione da loro indicata con la necessita’, pero’, di introdurre regole e impegni certi anche per chi vive all’interno dei campi”.

Come ha ricordato Stasolla illustrando la proposta, “la Giunta Rutelli creo’ 10 nuovi campi rom, Veltroni 5, Alemanno 1. Raggi, per fortuna, nessuno, e si e’ dotata di una delibera che si esprime per la chiusura cui procede, pero’, con strumenti inefficaci. La delibera che noi abbiamo scritto e’ sostenuta da 6.000 firme di cittadini, e’ stata scritta nel 2015 all’indomani dello scoppio di Mafia Capitale e contiene un approccio diverso da quello attuale: un’indagine conoscitiva precede il piano e il diritto all’abitare e l’integrazione scolastica diventano la bussola degli interventi”.

Oggi invece, ha sottolineato il fondatore della 21 Luglio, “la chiusura traumatica degli insediamenti esistenti sta provocando l’esplosione di insediamenti informali e ad esempio, nel caso de La Barbuta, a fronte di una spesa di fondi europei per 1 milione e 200mila euro solo le 42 famiglie che avevano gia’ avviato le pratiche ordinarie per la casa popolare si sono avviate verso la nuova casa, mentre le altre 100 sono rimaste intrappolate da grovigli di carte di difficile risoluzione”.

Andrea De Priamo, capogruppo di Fdi, ha sottolineato che “quando il M5S con la sua sindaca porta le ruspe negli insediamenti, come nel caso del Foro Italico, la rivendica come azione di legalita’, poi attacca Fdi se crede che anche in altri casi tali metodi siano appropriati.”

“Riconosciamo la competenza delle associazioni proponenti e ne condividiamo l’obiettivo di chiusura dei campi, e non accettiamo lezioni di inclusione da nessuno visti i livelli di disuguaglianze raggiunti nella citta’. Noi crediamo- ha concluso De Priamo- che ci sia bisogno di campi sosta con il pagamento delle utenze, ma non siamo d’accordo sull’accesso alla casa con priorita’ per gli ex ospiti e per questo il nostro voto e’ contrario”.

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