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Madrid. Ambasciata d’Italia “gay friendly”?

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Madrid. Ambasciata d’Italia “gay friendly”? secondo una interrogazione parlamentare e un intervento del sindacato della Farnesina Flp –

Un consiglio ai villeggianti. Se non vi siete portati in vacanza libri divertenti, che vi allietino la giornata e vi rendano sopportabile la calura, vi suggeriamo di sfogliare e leggere, per ricreare adeguatamente il vostro spirito vacanziero affranto, le interrogazioni parlamentari di Camera e Senato della XVIII Legislatura.

Talune di esse, recentissime, risultano davvero esilaranti, pur determinando sentimenti contrastanti di sconcerto e di disdoro in quanti hanno l’avventura di leggerle.

Tra esse, abbiamo scelto, per opportuna conoscenza di Governo, ministro degli Affari Esteri, vertici al suo interno e direttore generale dello stesso Dicastero, l’interrogazione a risposta scritta, n. 4-00410, del 25 luglio 2018, presentata al Senato dal parlamentare di Fratelli d’Italia, sen. Giampietro Maffoni.

Ci riferiamo alla puntuale disamina relativa alla controversa condotta dell’Ambasciatore a Madrid, Stefano Sannino, diplomatico napoletano, noto per aver lavorato con Prodi e per il suo “outing” gay ed a favore dei gay.

Secondo diverse testimonianze, anche fotografiche – si legge testualmente nel testo dell’interrogazione parlamentare – il Capo missione avrebbe per giorni esposto sui pennoni dell’Ambasciata la bandiera arcobaleno, simbolo dell’orgoglio gay, unitamente alla bandiera italiana ed a quella europea.

E con l’esibizione congiunta delle tre bandiere, nella sede dell’ambasciata a Madrid – secondo il senatore interpellante – il disinvolto diplomatico si è reso responsabile di una plateale violazione della normativa sull’esposizione dei simboli nazionali.

Esistono, infatti,  precise disposizioni di legge che regolano l’esposizione del tricolore, di cui la prima, per opportuna memoria dell’alto dirigente  della Farnesina, è contenuta proprio nella nostra Costituzione repubblicana.

Il lungo elenco delle disposizioni violate, che se vorrete potrete leggere nell’Atto,  è riportato nell’interrogazione parlamentare e tutte le norme di riferimento sono reperibili sui siti web istituzionali, a partire da quello di Palazzo Chigi.

La conclusione dell’interpellante e di quanti sconcertati hanno letto tale strumento parlamentare è che si è trattato senz’altro di un palese vilipendio della bandiera, simbolo della nostra Patria.

Ciò posto, configurandosi giuridicamente in questo caso un preciso reato,  o il diplomatico Sannino ha commesso una espressa violazione  della norma, dovendo dunque renderne conto nei termini previsti dalla legge, o  il  disinvolto Ambasciatore è stato autorizzato dall’Amministrazione della Farnesina. Se così fosse, qualcuno, il segretario generale Belloni, magari, dovrebbe spiegare qual è l’Organo che ha dato l’autorizzazione e, soprattutto, perché è stato dato.

In ogni caso, comunque, resterebbe fermo l’illecito, in quanto l’Amministrazione del competente Dicastero non può autorizzare violazioni di legge.

Secondo alcuni membri del coordinamento di FLP, il giovane, rampante, seguitissimo  Sindacato dei dipendenti della Farnesina, interpellato da noi al riguardo – che lamenta contestualmente poco democratici e antisindacali boicottaggi informatici nei loro confronti, finalizzati a bloccare l’informazione degli iscritti e non, da parte dell’Amministrazione del ministero degli Affari Esteri – l’ambasciatore Sannino risulta a loro parere recidivo di quanto avvenuto in Spagna.

Secondo il Sindacato FLP, infatti, non si sarebbe accontentato di aver ceduto la sua Residenza, a Madrid, ai militanti omosessuali per la festa d’inaugurazione del Gay pride,  ma si sarebbe in aggiunta arrogato il potere di stravolgere i simboli nazionali a favore di associazioni terze.

Si chiedono, interpellante e Sindacato, sarà questa la volta buona che qualcuno vorrà far rispettare le disposizioni di legge, anche a coloro che si considerano al di sopra di tutto e tutti al ministero degli Esteri?

FLP conclude chiedendo espressamente al direttore generale del Personale della Farnesina, Sabbatucci, all’ispettore generale, Varriale, al segretario generale, Belloni, al ministro Moavero ed, infine, alla Procura della Repubblica, presso il tribunale di Roma, se lasceranno cadere la cosa o si assumeranno, invece, come sarebbe giusto, ciascuno le proprie responsabilità?

Giriamo responsabilmente, quali addetti all’informazione, anche noi insieme a loro, la richiesta agli importanti destinatari degli Esteri antecedentemente elencati, restando tutti in curiosa attesa di una esauriente risposta.

Pier Francesco Corso

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