Maggioranza di amici e poltrone

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    Maggioranza di amici e poltrone –

    O.p.in- Opinioni politicamente indigeste

    (raccolte da Angelo Pennacchioni)

    Roberto D’Agostino dà i voti ai leader della raffazzonata maggioranza giallorossa, che avanza sempre più a fatica nell’affrontare l’emergenza coronavirus.

    “In particolare il fondatore di Dagospia è durissimo con Nicola Zingaretti (“un ectoplasma, manca di carisma, non pervenuto”) e provocatorio con Luigi Di Maio (“è il perfetto democristiano, ha trasformato il M5S in un poltronificio”), ma non risparmia critiche anche al premier Giuseppe Conte.

    “Ho un sentimento bipolare nei suoi confronti – ha affermato in un’intervista a Leggo – da una parte è perfetto per questo Paese, grazie al suo trasformismo. Lui ben rappresenta quell’italiano che in un fine settimana si è tolto la camicia nera per indossare quella rossa. Per questo merita un 6, ma poi per il resto merita 3. È uno di quelli che senza il virus sarebbe già sparito”.

    Secondo D’Agostino si salva solo il Quirinale: “Se noi oggi abbiamo una situazione stabile e responsabile è merito di Sergio Mattarella. Sta tenendo in vita in qualsiasi modo il governo Conte, che non può cadere durante una crisi del genere. Ora la priorità è salvarci il sederino”.  (da liberoquotidiano.it.)

    “Niente è più scontato dopo Giuseppi”.

    Giuseppe Conte deve guardarsi le spalle. Lo ha lasciato intendere Luigi Di Maio. Dopo Conte esiste solo il voto o la parola spetterebbe al Parlamento? “Le prerogative costituzionali sono ben chiare, non esistono automatismi” ha detto il ministro degli Esteri in un’intervista al Messaggero. Parole che per Dagospia significano solo una cosa: “Dopo ‘Giuseppi’ nulla è più scontato. Nemmeno le elezioni”. In poche parole la parola spetterà a Sergio Mattarella…anche un altro nome”.

    Luigi Di Maio, la nomina al compagno del liceo (un posto in cda che vale 180mila euro l’anno)
    C’è posto per tutti, almeno per Luigi Di Maio, che trova sempre una poltroncina per i suoi amici. Il ministro degli Esteri ha infatti  piazzato Carmine America, un ex compagno di liceo del grillino, nel cda di Leonardo Finmeccanica, con uno stipendio che raggiungerà i 180mila euro.

    Ma America è in buona compagnia, in queste ore ha fatto il suo ingresso a Fincantieri, come spiega Il Giornale, su indicazione del Movimento Cinque Stelle, un altro compaesano pomiglianese ed ex studente del liceo Imbriani, Pasquale De Falco, sconosciuto commercialista. Ma la lista degli amici ben sistemati non finisce qui…

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