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Manovra, Marsilio-Rampelli (PDL): pacchetto emendamenti per equita’, famiglie e lotta ai privilegi

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«Abbiamo presentato un pacchetto di emendamenti alla manovra per garantire il recupero di un minimo di equità, il sostegno alle famiglie e la lotta ai privilegi. In particolare: Iva agevolata al 4% su tutti i prodotti per la prima infanzia, coperta dal taglio delle spese per i “palazzi del potere”; tassazione delle pensioni 20 volte superiori alla pensione minima, anche se cumulate con altre pensioni e quando non è il frutto di contributi effettivamente versati, per coprire l’innalzamento della soglia sotto la quale non si applica il blocco dell’adeguamento al costo della vita, livello che comunque non deve essere inferiore a quattro volte il minimo; applicare alle baby pensioni e alle pensioni derivanti da una contribuzione effettiva inferiore ai 30 anni un contributo di solidarietà pari al 10% della parte eccedente 3 volte la pensione minima; gli istituti di credito che beneficiano della garanzia dello Stato sulle passività possono distribuire dividendi per un importo massimo pari al 10% degli utili; queste banche devono imporre un tetto massimo ragionevole alle retribuzioni dei propri manager, compresi bonus e premi (mentre oggi si attribuiscono bonus milionari anche quando i loro istituti producono perdite di cui si fa carico lo Stato); riequilibrio dell’Imu, che colpisce duramente le famiglie a beneficio di attività finanziarie quali, ad esempio, gli istituti di credito; acquisire al Tesoro dello Stato le quote di proprietà della Banca d’Italia oggi detenute da soci privati, al loro valore nominale, dando finalmente attuazione alla legge di riforma del sistema bancario che prevedeva questo obiettivo al più tardi nel 2009».

È quanto dichiarano, in una nota congiunta, i deputati del Pdl, Marco Marsilio e Fabio Rampelli.

«Abbiamo anche sottoscritto gli emendamenti della collega Giammanco – hanno proseguito Marsilio e Rampelli – per eliminare le esenzioni Ici ai fabbricati della Chiesa non dedicati al culto e per mettere un tetto agli stipendi d’oro dei top manager della Pubblica Amministrazione, un esercito di migliaia tra dirigenti e amministratori con emolumenti da favola impermeabili a ogni clima di austerità».

«Si tratta di una serie di interventi – hanno concluso i parlamentari – che, insieme ad altri che con il gruppo del Pdl in Commissione Bilancio e Finanze stiamo sostenendo, servono a riequilibrare la manovra del Governo Monti, che pesa oggi in maniera insostenibile sulle famiglie e sui redditi. Una manovra che scatenerà un’ondata inflazionistica che pagano sempre i più deboli e che, se non corretta adeguatamente, invece di salvare l’Italia rischia di dargli il colpo di grazia».

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