Marzano, prosegue impegno su trasparenza

“Desta stupore l’articolo apparso oggi su Repubblica a firma di Laura Mari che, capovolgendo la realtà dei fatti, attribuisce a questa amministrazione la volontà di limitare il diritto alla conoscenza da parte degli organi di informazione e dei consiglieri capitolini e municipali attraverso il nuovo regolamento sugli accessi alla documentazione amministrativa in corso di approvazione.

La proposta formulata dalla giunta capitolina introduce, infatti, per la prima volta nella storia di Roma Capitale, il diritto degli amministratori capitolini e municipali ad avere accesso diretto al sistema informatico di gestione documentale del Comune in modo che possano acquisire senza l’intermediazione degli uffici ogni documento ritenuto utile per l’espletamento del mandato elettorale. Una rivoluzione che non conosce precedenti “ – così in una nota l’Assessora a Roma Semplice Flavia Marzano.

Allo stesso modo, costituisce una vera e propria fake news l’affermazione relativa ad un presunto “bavaglio” all’informazione: l’articolo di Repubblica cita in modo parziale e strumentale una disposizione inserita all’interno della proposta del nuovo regolamento e che riguarda rapporto tra diritto di accesso generalizzato (c.d. FOIA) e organi di stampa e/o social media .

E’ una disposizione che rappresenta la trasposizione pressoché integrale di quanto riportato nella recente circolare della Funzione Pubblica a firma della Ministra Madia e la cui finalità è esattamente opposta a quella riferita: responsabilizzare il personale capitolino rispetto alle richieste di accesso che provengano da organi di stampa. E’ singolare, infatti, che l’articolo di Repubblica ometta proprio la parte più significativa e che consente di comprendere la finalità della norma “l’Amministrazione tiene conto della particolare rilevanza delle istanze provenienti da organi di stampa o da organizzazioni non governative, verificando con la massima cura la veridicità e l’attualità dei dati e dei documenti rilasciati, onde evitare che il dibattito pubblico si fondi su informazioni non affidabili o non aggiornate”.

Flavia Marzano

Flavia Marzano