Marzetti: nel Lazio nessuna notizia su riapertura scuole, Regione nel caos

Roma – “A mio avviso la Regione Lazio vive in un profondo sistema di caos dettato dalla linea che si sta portando avanti. Non e’ che non si apre la scuola superiore perche’ i dati sui contagi sono piu’ alti rispetto a quando hanno deciso di aprire, ma perche’ si e’ in totale disorganizzazione. E questo e’ veramente grave”. Lo ha detto, parlando in commissione regionale Istruzione, il Garante dell’Infanzia e dell’Adolescenza del Lazio, Jacopo Marzetti, in merito alla mancata riapertura della didattica in presenza degli istituti superiori.

Marzetti non ha risparmiato delle stoccate all’assessore regionale alla Scuola, Claudio Di Berardino: “Il Comune di Roma quotidianamente mi da’ i numeri, l’organizzazione dei pullman, come avevano preventivato l’apertura e tutti i sistemi che si danno le autorita’ di garanzia per vigilare.”

“Di Berardino aveva garantito un incontro alla mia presenza con il presidente Zingaretti e l’assessore D’Amato, per rappresentare all’organo di garanzia i dati, la situazione e le prospettive sulla copertura delle rete, sui pc e i tablet forniti e da fornire agli studenti e sulla riapertura degli istituti, ma poi non ha dato seguito a questa iniziativa.”

“Questa mancanza di dialogo non permette di garantire un’adeguata tutela, motivo per il quale la Regione ha istituito la figura del Garante dell’infanzia e dell’Adolescenza”.

Ancora oggi “molti studenti, ad un anno dall’inizio della pandemia, non hanno tablet ne’ pc e avevo chiesto gli atti posti in essere dalla Regione per dare loro la massima copertura di rete e i computer per sopportare questo sistema”.

La richiesta del garante all’ente di via Colombo e’ “il massimo investimento per la tutela dello studio dei ragazzi. Ad oggi sulla riapertura gli stiamo dando un esempio terribile- ha concluso Marzetti- Al 14 gennaio non ci sono indicazioni certe, bisogna avere un quadro chiaro, perche’ se si riaprono le scuole devono esserci massima sicurezza e prospettiva di continuita’.”

“Non si puo’ permettere che si riaprano per poi doverle chiudere dopo pochi giorni per mancanza di organizzazione. Se invece non ci sono le condizioni di sicurezza, e’ meglio comunicarlo subito ai ragazzi e finire di illuderli in questa maniera, con la continua proroga delle date”.