Metro C, Calabrese: grazie a noi Roma come Milano e Torino

Roma – “Metro C: si sono conclusi i sondaggi e i carotaggi in piazza Venezia dove sorgera’ la nuova stazione della terza linea metropolitana di Roma. Tutte le attivita’ svolte negli ultimi mesi hanno permesso di stimare correttamente costi e tempi di realizzazione della futura fermata, mentre nei giorni scorsi e’ ripreso il cammino delle talpe per gli scavi delle gallerie dai Fori a piazza Venezia. Abbiamo evitato che le due talpe fossero cementate ai Fori, cosi’ come previsto dal progetto precedente: per arrivare a questo risultato, cosi’ come per il lavoro progettuale sulla stazione Venezia e quello in fase di completamento per la tratta T2, e’ stata fondamentale l’adozione del Piano urbano della mobilita’ sostenibile (Pums)”. Lo scrive su Facebook l’assessore alla Mobilita’ di Roma Capitale, Pietro Calabrese (M5S).

“Grazie alla partecipazione della cittadinanza, nello scenario di piano a dieci anni abbiamo ripreso e riportato in attuazione le infrastrutture di trasporto rapido di massa, risalenti a una visione di rete complessiva addirittura degli Anni 60, secondo la migliore modalita’ per legittimare la richiesta di oltre dieci miliardi di euro di finanziamenti. Via via- sottolinea Calabrese- stiamo presentando al ministero i vari progetti: abbiamo gia’ ottenuto fondi per oltre 700 milioni di euro per tre linee tranviarie, acquisto di 50 nuovi tram, e due funivie. Risorse che, rispetto ai finanziamenti che stiamo per chiedere sulle metro e gli altri tram, in riferimento al piano attuativo a 10 anni, sono solo ‘un antipasto'”.

Insomma, conclude l’assessore, “abbiamo creato le condizioni per realizzare a Roma quanto gia’ fatto a Milano, e quest’anno anche a Torino. Ora e’ tutta una questione politica, che intendiamo con la ‘P’ maiuscola, dove vogliamo che dopo decenni di chiacchiere tutte le forze siano finalmente concordi nel procedere all’unanimita’. Vogliamo superare quel passato dove a Roma, a parte il finanziamento per la metro C (con ritardi incredibili e un impianto amministrativo assurdo), non veniva concesso nulla, mentre i fondi dal bilancio dello Stato arrivavano, appunto, solo a Milano”.