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Michetti si presenta, cita San Paolo e diventa ‘mattacchione’

Roma – Sgarbi già lo chiama “Mattacchione”, evoluzione a margine del soprannome “Michettone”, lanciato dal critico d’arte dal palco. Lui invece preferisce che lo chiamino ‘Tribuno’. E cita San Paolo e Ottaviano Augusto. È stato uno show il lancio pubblico di Enrico Michetti come candidato sindaco del centrodestra a Roma, oggi al Tempio di Adriano.

All’evento hanno partecipato tutti i maggiorenti del centrodestra. Sul palco Giorgia Meloni, il suo sponsor politico, Matteo Salvini, gilet grigio e maniche di camicia, e Antonio Tajani. In prima fila, un po’ più defilato, Fabio Rampelli, nome forte di Fdi che forse avrebbe preferito un altro candidato. E poi il leghista Claudio Durigon, che ora si aspetta una candidatura alla Regione Lazio, visto che Michetti è arrivato su proposta di Fdi.

E l’assessore alla Cultura in pectore, Vittorio Sgarbi, senza mascherina e per questo ‘ripreso’ dalla candidata a prosindaco Simonetta Matone: “Vittorio indossa la mascherina!”. Al termine dello show, Michetti si è donato all’assalto dei cronisti. “Scarpe nuove e in giro in tutti i quartieri”, ha promesso.

Di chilometri ne dovrà fare molti e nel frattempo dedicarsi al programma ancora tutto da scrivere. Il suo obiettivo dichiarato è far tornare l’orgoglio ai cittadini romani, proprio come avvenne a “San Paolo che, folgorato sulla via di Damasco, disse ‘civis romanus sum’, sono cittadino romano. Questo orgoglio dovremo riportare alla Città eterna. Un senso di appartenenza perché viviamo sull’humus del tesoro più prezioso dell’umanità che deve tornare a splendere e lavoreremo per questo”.