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Misto, De Vito: relazione casa famiglia piccolo Luca presenta falsità

Roma – “Ho trovato il bambino in buone condizioni, ma c’è un grandissimo ‘però’: alcune parti della relazione seguente alla nostra visita sono false. Ci sono degli stravolgimenti di come è andata quella visita ispettiva”. A lanciare questa forte denuncia ai microfoni della Dire, è la consigliera della Regione Lazio Francesca De Vito, nel corso del sit-in di questa mattina davanti al Tribunale per i minorenni in solidarietà con mamma Chiara (nome di fantasia), che da ottobre non vede suo figlio.

La consigliera, insieme alla senatrice Cinzia Leone (M5s), ha visitato la casa famiglia dove è ospitato il piccolo Luca (nome di fantasia), e ha riscontrato gravi incongruenze tra l’andamento effettivo della visita e la relazione della casa famiglia trasmessa poi al giudice, motivo per cui “sento il dovere- ha chiarito- di presentare la prossima settimana un esposto proprio su queste ultime vicende, su questa ultima narrazione che presenta delle falsità che farò presente a tutti gli organi per cercare di aprire gli occhi su questo caso”.

Nella relazione, infatti, si parla di un bambino “terrorizzato dalla nostra visita e col timore di essere portato a casa”, mentre la consigliera lo ha descritto “sereno e tranquillo, ha risposto alle nostre domande e alla richiesta se voleva fare un disegno per la mamma, ha risposto e si è messo con tutta calma a fare il disegno per la mamma”.

Una situazione da chiarire, anche perché, la relazione della casa famiglia “ha indotto il Tribunale per i minorenni a prendere decisioni drastiche, la più drammatica è il divieto di ogni contatto con la madre”.

Secondo la consigliera, a proposito della legge e delle norme che regolano questo mondo, “se ogni bambino dipende dalle relazioni di chi poi percepisce soldi per ogni minore che ha all’interno della casa famiglia, c’è una legge da rivedere perché c’è conflitto di interessi”.

Per questo De Vito ha presentato un ordine del giorno al Consiglio della Regione Lazio per chiedere che “l’istituzione di un tavolo di tecnici, quindi una parte terza rispetto agli assistenti sociali, alla famiglia, al Tribunale, affinché ogni caso nella nostra Regione sia monitorato anche da chi non è direttamente interessato”.

L’ordine del giorno è stato bocciato ma, ha assicurato De Vito, “non mi fermo davanti a questa bocciatura e già sto dialogando con le persone sensibili al tema sia al Comune di Roma che nella Regione Lazio. È una battaglia giusta”. (Agenzia Dire)