Montagna, associazioni: oltre 15mila firme in difesa Terminillo

Più informazioni su

Roma – “Raccolte in meno di un mese ben oltre 15.400 firme per salvare il Monte Terminillo da un faraonico progetto di ampliamento sciistico quando e’ ormai un dato certo che nevica sempre meno, si registrano sempre piu’ temperature elevate e il massiccio reatino e’ piu’ apprezzato da un turismo green attento alla dimensione naturale che custodisce. Lo si vede dai tantissimi turisti che, anche in queste settimane, hanno preferito Il Terminillo come meta per passare le vacanze o il tempo libero all’aria aperta.”

“Dai primi di giugno innumerevoli appassionati e villeggianti hanno preferito il Terminillo ad altre mete dell’Italia Centrale, anche solo per una giornata o un weekend. E’ tempo di riprogettare la montagna, scrivono le riviste di sport in quota, e avvertono: la crisi climatica sta mettendo in crisi lo sci nelle Prealpi e nelle Alpi stesse.”

“Ma allora: il piccolo massiccio del Monte Terminillo e’ situato in un altro pianeta ed e’ caratterizzato da un altro clima? E mentre Viaggiarenews intitola Terminillo, da regina delle nevi a paradiso del trekking snocciolando tutte le bellezze naturalistiche del monte riscoperto da un turismo estivo, gli stessi nuovi frequentatori del Terminillo si innamorano del valore aggiunto di scenari mozzafiato mentre si svolgono attivita’ all’aria aperta per tutti e per tutte le eta’. Molti si domandano se questo appeal anche emozionale del Terminillo potra’ piu’ essere cosi’ attrattivo e unico se venisse realzzato il progetto di ampliamento sciistico TSM (Terminillo Stazione Montana).”

“L’esito appare a tutti chiaro: si consegna la montagna alla monocultura dello sci da discesa invadendo la Vallonina e la sua faggeta secolare con nuove funivie per il collegamento tra le valli, grazie e solo perche’ c’e’ un finanziamento pubblico di 20 milioni di euro, quando ne servirebbero 50 (e presumibilmente molti di piu’), da spendere in fretta prima che la neve si sciolga al sole. Questa ingente somma, forse mai caduta ultimamente sulla Montagna del Reatino, e’ destinata non certo al restyling di una stazione turistica di montagna che versa da tre decenni in progressivo abbandono; ma ad un ambizioso progetto, agli impianti a fune e ai lavori ad esso collegati, a quote e ad esposizioni non certo adatte allo sci di pista”. E’ quanto si legge nella nota di Italia Nostra.

“Cosa rimarra’, dunque, del Terminillo se questo progetto, dannoso e fallimentare in partenza, verra’ approvato dalla Regione Lazio? Se lo chiedono i tanti turisti che stanno apprezzando questo contesto naturalistico unico nel suo genere. Se lo chiedono le Associazioni ed i firmatari della petizione uniti nella difesa del Terminillo come luogo simbolo. Cresce il numero delle associazioni che sostengono la contrarieta’ al progetto, hanno da poco chiesto di far parte del cartello anche Lupus in Fabula, Gruppo di intervento giuridico onlus e Natour biowatching, oltre alle altre che hanno gia’ aderito come la LIPU.”

“Di recente una rappresentanza delle 19 associazioni e’ andata sui luoghi piu’ nevralgici del Terminillo interessati al mega ampliamento, cosi’ da osservare direttamente cosa tocca il progetto che molti non conoscono nel merito. Li’ hanno strotolato i loro striscioni come testimonianza della forte convinzione del NO: Bosco di Vallonina, Jaccio Crudele, Sella di Leonessa, Valle della Meta, fino ad arrivare agli impianti di Campo Stella e a Sella di Cantalice La Regione Lazio dara’ il suo parere presumibilmente a Settembre e in attesa del verdetto finale ci si augura che cresca in molti il buon senso per consegnare con coraggio il Terminillo ad un futuro solido, ad uno sviluppo autenticamente sostenibile da consegnare alle prossime generazioni, ad una sintesi di proposte che facciano vivere la montagna tutto l’anno, ma valorizzando le sue peculiarita’, tutelando le sue risorse naturali, riconoscendone la sua vocazione legata al benessere e migliorando l’offerta turistica e dei servizi.”

“Ci aspettiamo una nuova alba sul Terminillo, con un’economia montana basata sulla solidarieta’ cooperativa e su una gestione comunitaria dei beni, con forme socialmente innovative di cooperative di comunita’. Come hanno scritto alcuni, le montagne formate da vecchi e nuovi montanari, produttori e al tempo stesso fruitori di beni e servizi (tra cui la tanto richiesta banda larga in montagna), riescono a rivitalizzare paesi destinati a morire. Anche se non c’e’ piu’ la montagna di una volta, c’e’ ancora bisogno di un’economia che faccia vivere la montagna” (cit. Associazione Dislivelli). “Un investimento del genere, sull’Appennino, e’ sconsiderato”, commenta con un sospiro Luca Mercalli, Presidente della Societa’ Meteorologica Italiana, un climatologo specializzato proprio nello studio di nevi e ghiacci.

“Consideriamo, poi, che stiamo parlando di Appennini: e’ una catena montuosa esposta, il rischio di mancanza di neve cresce, e anche in questo caso parliamo di dati scientifici”. Il CNR l’ha confermato: negli ultimi 5 anni sull’Appennino la neve bisognava cercarla. E sul Terminillo l’anno scorso si e’ sciato pochissimo, proprio a causa della mancanza di manto nevoso. Il calo delle precipitazioni e, poi, della durata della neve sono inequivocabili. E’ inutile e dannoso inseguire progetti che nascono gia’ vecchi, fuori dal tempo. Perche’ hanno bisogno di freddo e di neve, che non ci sono piu'”, spiega Mercalli.

IL CARTELLO DI 19 ASSOCIAZIONI WWF Lazio, Club Alpino Italiano GR Lazio, Italia Nostra – Sabina e Reatino, LIPU-Birdlife Italia, FederTrek – Escursionismo Ambiente, Salviamo l’Orso, ENPA – Ente Nazionale Protezione Animali, Salviamo il Paesaggio Rieti e Provincia, Altura Lazio, Mountain Wilderness Lazio, Postribu’, Inachis Sez. Gabriele Casciani Rieti, Pro Natura Lazio, Orso and friends, Natour biowatching, Red Fox – Scuola di Natural Survival e Tracking, La Lupus in Fabula, G.U.F.I. Gruppo Unitario per le Foreste Italiane, GriG Gruppo di Intervento Giuridico.

Più informazioni su